Appalti: boom di ricorsi dalle imprese

di Francesca Vinciarelli

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La crisi mette a dura prova le imprese e vincere un appalto può fare la differenza: ecco il motivo del boom dei ricorsi al TAR soprattutto in ambito Edilizia e Urbanistica.

La crisi economica sta mettendo in ginocchio fin troppe imprese italiane, che si aggrappano ad ogni opportunità di mercato per restare produttive, comprese le gare di appalto:  e a dimostrazione che la mancata ammissione o vincita ad un bando può significare il fallimento,  è cresciuto il numero di ricorsi al TAR (Tribunale Amministrativo Regionale).

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Gli imprenditori sono pertanto disposti a sostenere gli alti costi del ricorso, pur di non lasciare nulla di intentato.

Ricorrere al TAR è dunque l’ultima spiaggia per cercare di ottenere una commessa, in mancanza della quale difficilmente l’azienda riuscirebbe a rimanere in piedi. Soprattutto nel settore Costruzioni, duramente colpito dalla crisi (leggi di più in materia di appalti).

Ad evidenziare il fenomeno è stato il neo presidente del TAR di Pescara, Michele Eliantonio, in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario 2013.

I ricorsi amministrativi sono cresciuti rispetto all’anno precedente, con riferimento a quelli in materia di Urbanistica ed Edilizia. Scendono invece i ricorsi relativi al pubblico impiego e quelli dei cittadini extracomunitari.

In aumento anche le cause con argomento Ambiente, «segno di una maggiore sensibilità che oggi si manifesta al riguardo», spiega Eliantonio.

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