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E-commerce: opportunità per micro-imprese in Italia

di Francesca Vinciarelli

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Le micro-imprese italiane sono pronte a cogliere la sfida dell'e-commerce: il Web aiuta le Pmi a superare la crisi e a consolidarsi all'estero, ma serve maggiore aggiornamento IT.

Con il protrarsi della crisi economica sono molte le imprese che hanno iniziato a sperimentare canali innovativi sui new media: tra tutte l’e-commerce è uno dei progetti più gettonati tra le aziende perchè garantisce la migliore percentuale di successo, soprattutto tra le micro-imprese.

Sono diversi i casi, anche italiani, di microimprese online (nate sul Web), grazie a iniziative di auto-imprenditorialità che, sfruttando la diffusione della Rete, hanno raggiunto con il proprio sito e-commerce anche clienti a livello internazionale.

Una recente ricerca Epson Micro-Business rivela che oggi tra le sfide e le esigenze delle microimprese europee il ruolo del Web sta diventando sempre più preponderante.

Più in particolare, su un campione composto da 1.250 imprenditori europei (dei quali 250 italiani), il 94% dichiara di sfruttare le potenzialità del Web per la propria attività, o meglio per vendere prodotti e servizi, mentre l’89% usa Internet per effettuare i propri acquisti.

E-commerce in Italia

L’e-commerce cone ant-crisi per Pmi rappresenta un’opportunità da cogliere per l’85% degli imprenditori italiani.
«L’Italia ha ancora ampi spazi di crescita in questo senso: per le piccole imprese il percorso verso le nuove tecnologie è ancora lungo e le sfide che devono affrontare sono molte», ha commentato Davide di Scioscio, Business Manager prodotti per l’ufficio di Epson Italia.

L’obiettivo però non sembra essere quello della crescita, sperimentata solo dal 4% del campione, quanto piuttosto riuscire a mantenere una certa stabilità, nonostante la crisi economica, lo rivela il 29% degli imprenditori intervistati.

Anche per raggiungere questo obiettivo i piccoli imprenditori italiani puntano sull’acquisizione di nuovi clienti (60%) e sulla fidelizzazione di quelli esistenti. Per questa gli strumenti migliori identificati dalle Pmi sono: «un efficace impiego della tecnologia (72%), il prezzo del prodotto/servizio (68%), il passaparola (66%) e il brand engagement (65%)», rivela Scioscio.

Eppure, nonostante la consapevolezza del potenziale delle nuove tecnologie le micro-imprese italiane dilazionano nel tempo l’aggiornamento tecnologico e sono solite rimandare gli investimenti IT. Dalla ricerca è emerso che nelle imprese di piccole dimensioni italiane l’età media di pc e laptop, delle tecnologie di presentazione e copia e scansione è doppia rispetto alla media europea.

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