Franchising senza rischi: ecco i consigli

di Barbara Weisz

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Avvio attività con meno rischi per i negozi in franchising rispetto ai competitori tradizionali: dati di mercato e consigli per aspiranti imprenditori del commercio in vista del Salone di Milano.

Aprire un negozio in franchising riduce i rischi tipici delle nuove attività commerciali (-33%) perché ci si affida a una rete consolidata: se ne parlerà al Salone Franchising Milano, dal 3 al 5 novembre a Fieramilanocity. Vediamo una breve panoramica del mercato, con alcuni consigli pratici per gli aspiranti imprenditori del settore.

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Il franchising è un’opportunità che continua a riscuotere consenso: il comparto cresce anno dopo anno con oltre 51mila negozi e centri servizi aperti in affiliazione, per un fatturato totale di 23 miliardi di euro.

Un settore in salute, dunque, anche se il Centro Studi del Salone mette in guardia dai rischi più frequenti: in primis, il cosiddetto  fenomeno del franchising pirata. Ci sono imprese che si infiltrano nel comparto per far firmare ai nuovi affiliati contratti capestro o che organizzano vere e proprie truffe.

L’esempio più classico: si utilizza il franchising per svuotare i magazzini di prodotti invendibili, che finiscono sugli scaffali di qualche nuovo negozio in affiliazione. Il franchisee finisce col trovarsi con la merce invenduta e il denaro da pagare all’impresa disonesta. Le truffe vere e proprie (rare) sono quelle in cui il franchisee paga la quota di ingresso nel sistema di affiliazione ma poi l’impresa si dilegua e i prodotti da vendere non arrivano mai.

Ecco dunque alcuni consigli dal Centro Studi SFM per avviare l’attività senza correre rischi:

  • Reputazione: informarsi sulla affidabilità dell’impresa franchisor. E’ conosciuta nell’ambiente? Quali sono i suoi bilanci, la sua struttura organizzativa, i programmi di formazione per l’affiliato, il marketing aziendale, le sue competenze? Una buona prassi consiste nel visitare la  struttura, parlare con i referenti più volte e verificare tutto direttamente.
  • Business plan: è necessario che il franchisor presenti uno studio di fattibilità sulla zona in cui si pensa di aprire il negozio e sia definita l’esclusiva di zona. Il franchisee, a sua volta deve verificare se il suo business plan sia prudenzialmente sostenibile sia in termini economici che finanziari, cioè che disponga anche delle risorse necessarie come capitale proprio.
  • Contratto: deve avere una durata sufficiente ad ammortizzare gli investimenti, generalmente non inferiore a 3 anni e deve specificare l’ammontare dell’investimento iniziale e del diritto d’ingresso, oltre l’importo e le modalità di calcolo e pagamento delle royalties.
  • Legge franchising: la proposta del franchisor rispetta i requisiti della legge sul franchising? Per legge si hanno 30 giorni per sottoscrivere il contratto, deve essere possibile visionare il bilancio degli ultimi 3 anni del franchisor, la descrizione del marchio registrato, la lista degli affiliati esistenti.
  • Non da soli: è utile consultarsi sempre con un commercialista, un avvocato o un esperto delle associazioni di categoria prima di firmare un contratto.