Tratto dallo speciale:

Pensioni, alle donne 6.478 euro annui in meno: il divario cala

di Redazione PMI.it

15 Ottobre 2026 15:00

logo PMI+ logo PMI+
Nel 2025 le pensionate percepiscono in media 19.553 euro annui contro i 26.031 degli uomini. Il confronto INPS dal 2023 mostra un lento recupero del divario.

Il divario pensionistico tra donne e uomini continua a caratterizzare il sistema previdenziale italiano, sebbene la distanza tra i redditi medi complessivi si sia lievemente ridotta. Il nuovo Osservatorio INPS sui beneficiari delle prestazioni pensionistiche conferma che le donne, pur costituendo la maggioranza dei pensionati, ricevono una quota minoritaria dei redditi erogati. Il confronto con gli anni precedenti mostra un recupero graduale, ancora insufficiente a colmare le differenze.

In sintesi:

  • il reddito pensionistico medio annuo nel 2025 è pari a 19.553 euro per le donne e 26.031 euro per gli uomini, secondo l’Osservatorio INPS pubblicato il 15 ottobre 2026;
  • il reddito pensionistico maschile supera quello femminile del 33%, contro il 34% rilevato dall’INPS per il 2024;
  • le donne rappresentano il 51% dei beneficiari, ricevendo il 44% dei redditi pensionistici complessivi, secondo l’Osservatorio INPS 2025;
  • il 32% dei 16.405.073 pensionati percepisce almeno due prestazioni, secondo il Casellario INPS al 31 dicembre 2025.

Pensioni donne e uomini: il divario supera 6.400 euro annui

Il divario medio nei redditi pensionistici tra uomini e donne raggiunge i 6.478 euro lordi annui nel 2025, secondo i dati dell’Osservatorio INPS sulle prestazioni pensionistiche e sui beneficiari del sistema italiano.

La differenza corrisponde a un reddito pensionistico maschile superiore del 33% rispetto a quello femminile. Considerando invece come riferimento il reddito degli uomini, le donne percepiscono il 24,9% in meno. Le due percentuali descrivono la stessa distanza economica, calcolata utilizzando basi differenti.

Il confronto riguarda la somma delle prestazioni attribuite a ciascun pensionato, comprese le eventuali pensioni cumulate. Questo indicatore permette di valutare le differenze nei redditi pensionistici complessivi con maggiore attendibilità rispetto al semplice confronto tra importi dei singoli assegni.

Divario pensionistico dal 2023 al 2025: l’evoluzione dei redditi

Il differenziale relativo tra i redditi pensionistici degli uomini e delle donne è diminuito dal 34,9% del 2023 al 33,1% del 2025. La serie storica del Casellario INPS mostra una progressiva riduzione della distanza percentuale, accompagnata da un andamento meno uniforme della differenza in euro.

Anno Redditi pensionistici
medi annui lordi
2023 Uomini: 24.671 €
Donne: 18.291 €
Divario: 6.380 € (+34,9%)
2024 Uomini: 25.712 €
Donne: 19.140 €
Divario: 6.572 € (+34,3%)
2025 Uomini: 26.031 €
Donne: 19.553 €
Divario: 6.478 € (+33,1%)

Elaborazione PMI.it sui dati del Casellario centrale dei pensionati INPS, anni 2023-2025. Divari calcolati sugli importi medi annui arrotondati all’euro.

Tra il 2024 e il 2025 il reddito medio delle pensionate è aumentato di 413 euro, pari al 2,2%, mentre quello degli uomini è cresciuto di 319 euro, pari all’1,2%. La distanza assoluta si è così ridotta di 94 euro nell’ultimo anno, pur essendo ancora superiore di 98 euro rispetto al 2023.

La crescita è espressa in valori nominali, senza correzioni per l’inflazione. Il miglioramento delle medie aggregate, inoltre, risente anche della composizione della popolazione pensionata e non misura necessariamente l’aumento del reddito delle stesse persone nel corso del tempo.

Le donne sono il 51% dei pensionati e ricevono il 44% dei redditi

Le pensionate italiane costituiscono il 51% dei beneficiari delle prestazioni pensionistiche nel 2025, mentre agli uomini è destinato il 56% dei redditi complessivi. La distribuzione conferma uno squilibrio già presente nella rilevazione del 2024.

Il dato assume particolare interesse osservando il numero delle prestazioni percepite. Tra i pensionati con due trattamenti, le donne rappresentano il 57,8% dei beneficiari; la quota femminile sale al 68% tra chi riceve tre prestazioni e al 68,2% tra chi ne percepisce almeno quattro.

La maggiore diffusione del cumulo di prestazioni pensionistiche tra le donne convive dunque con redditi medi complessivi inferiori. Il numero di assegni percepiti, da solo, non consente di stabilire il livello economico del beneficiario, perché incidono anche la natura e l’importo di ciascun trattamento.

Un ruolo rilevante è svolto dalle pensioni ai superstiti, che possono affiancarsi alla pensione personale. Secondo il Casellario INPS 2025, circa 4,1 milioni di persone percepiscono una prestazione ai superstiti e il 69% di questi beneficiari cumula trattamenti pensionistici di altra natura.

Reddito pensionistico e importo assegno a confronto

Il reddito pensionistico medio per beneficiario nel 2025 ammonta a 22.703 euro lordi annui e comprende tutte le prestazioni attribuite alla stessa persona. L’importo medio di una singola pensione è invece calcolato dividendo il valore complessivo dei trattamenti per il numero delle prestazioni.

Il Casellario centrale dei pensionati comprende le prestazioni previdenziali, assistenziali e indennitarie, registrate dai diversi enti erogatori. Secondo la metodologia illustrata dall’INPS, il valore annuo delle prestazioni vigenti al 31 dicembre è ottenuto rapportando l’importo mensile alle mensilità previste, generalmente tredici per le pensioni e dodici per le indennità di accompagnamento. Si tratta pertanto di un indicatore annualizzato dello stock pensionistico.

Per misurare la condizione economica dei pensionati, il reddito pensionistico complessivo offre una rappresentazione che considera anche il cumulo di trattamenti. Gli importi delle nuove pensioni liquidate alle donne riguardano invece i flussi dei pensionamenti e descrivono il valore degli assegni con nuova decorrenza.

La distinzione emerge anche confrontando le differenti rilevazioni dell’Istituto. I dati del Casellario centrale dei pensionati considerano i beneficiari complessivi del sistema pensionistico italiano e costituiscono la base del confronto annuale tra uomini e donne. La serie precedente è documentata nel rapporto INPS sulle prestazioni pensionistiche e sui beneficiari al 31 dicembre 2024; il calendario degli Osservatori INPS riporta l’aggiornamento riferito al 2025.