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Imprese extracomunitarie in Italia: Lombardia in testa con 100mila aziende

di Teresa Barone

3 Febbraio 2026 11:24

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Oltre mezzo milione d imprese extracomunitarie sono attive in Italia, con un forte impatto su occupazione ed economia. La Lombardia guida la classifica.

In Italia sono attive oltre 540.000 imprese a conduzione extracomunitaria, pari al 7,2% del totale delle attività economiche. Secondo uno studio di Susini Group StP, il numero di queste realtà ha registrato una crescita del 27,3% negli ultimi dieci anni, mentre le imprese italiane hanno visto una riduzione del 6,4% nello stesso periodo. Questo dato evidenzia come le imprese extracomunitarie siano diventate una risorsa strategica e fondamentale per il sistema economico del paese, contribuendo in modo significativo al PIL nazionale e all’occupazione.

Lombardia in testa alla classifica delle imprese extra-UE in Italia

La Lombardia è la regione con il maggior numero di imprese extracomunitarie, con 97.060 realtà che impiegano 94.250 lavoratori italiani, per un fatturato totale di 12,91 miliardi di euro. Altre regioni rilevanti per il numero di imprese extracomunitarie sono:

  • Lazio con 64.400 aziende con 60.750 dipendenti italiani, fatturato di 7,94 miliardi di euro,
  • Toscana con 48.600 aziende con 49.250 dipendenti italiani, fatturato di 6,3 miliardi di euro,
  • Campania con 45.900 aziende con 44.625 dipendenti italiani, fatturato di 5,95 miliardi di euro,
  • Emilia-Romagna con 43.200 aziende con 42.000 dipendenti italiani, fatturato di 5,6 miliardi di euro.

Nazionalità prevalenti tra gli imprenditori extracomunitari

Le principali nazionalità di imprenditori extracomunitari in Italia sono cinesi, rumene, marocchine e albanesi. Queste comunità sono le più attive nell’imprenditoria, sia per il numero di attività economiche aperte sia per la forte integrazione nel sistema produttivo italiano. In particolare, la comunità cinese è la più presente nel settore commercio, mentre i rumeni dominano nelle costruzioni e nella ristorazione.

I settori dominanti sono commercio, costruzioni e ristorazione

Le imprese extracomunitarie sono concentrate principalmente nei seguenti settori Commercio (165.000-175.000 aziende ari al 37,2% del totale),  Costruzioni (110.000-120.000 aziende pari al 24,6%) e Ristorazione (45.000-50.000 aziende).

Questi settori generano un impatto economico considerevole, con un contributo al PIL nazionale stimato tra 65 e 75 miliardi di euro e un gettito fiscale di 8-10 miliardi di euro annui.

Gli Italiani che lavorano per imprese extracomunitarie

Le mansioni più comuni ricoperte dai lavoratori italiani nelle imprese extracomunitarie sono legate alla gestione dei rapporti con la clientela, all’amministrazione e alla supervisione o controllo qualità.

Le retribuzioni medie per i lavoratori italiani in queste imprese si attestano tra 23.000 e 30.000 euro lordi annui, un valore inferiore alla media nazionale di 27.000-33.000 euro. Questo divario retributivo è da ricondurre principalmente alla dimensione ridotta delle aziende e alla concentrazione in settori meno remunerativi.

L’integrazione tra imprenditoria italiana e straniera

Un altro aspetto rilevante è l’emergere delle società miste italo-extracomunitarie, che rappresentano circa il 18-20% delle imprese del settore. Queste realtà testimoniano un livello crescente di integrazione economica, con una stretta collaborazione tra imprenditori italiani e stranieri, generando nuove opportunità di sviluppo per entrambe le parti.

L’importanza di questo settore per l’economia italiana

Le imprese extracomunitarie continuano a crescere in Italia, costituendo una risorsa essenziale per l’economia nazionale. Il loro consolidamento e l’emergere delle società miste sono segnali chiari di una rete economica sempre più integrata, in grado di offrire opportunità di crescita a livello locale e nazionale.