Il 2025 si è chiuso con un saldo positivo per le imprese italiane, grazie all’espansione di settori chiave come quelli finanziari e energetici, ma con segnali di stagnazione o riduzione in alcune aree tradizionali. I dati Movimprese, elaborati da Unioncamere e InfoCamere, mostrano come l’attività imprenditoriale abbia mantenuto una buona vitalità, con una crescita di 56.599 imprese registrate nel Registro delle Imprese delle Camere di Commercio, ma con differenze marcate tra i settori.
Settori in crescita: finanza e energia
Tra i comparti che hanno visto una forte espansione nel 2025, i settori delle attività finanziarie e assicurative (+5,89%) e della fornitura di energia elettrica, gas e vapore (+5,16%) si sono distinti. Questi settori, cruciali per il sostenimento e lo sviluppo economico, continuano a crescere grazie alla domanda di servizi finanziari innovativi e alla transizione verso fonti energetiche più sostenibili.
Settori in difficoltà: agricoltura e commercio
Non tutti i settori hanno seguito la stessa traiettoria positiva. Le attività agricole hanno subito una contrazione significativa, con la perdita di oltre 8mila imprese (-1,17%), seguite dal commercio, che ha visto una flessione di 9.840 unità (-0,72%). Anche il comparto manifatturiero ha registrato un calo, diminuendo dello 0,80% (-3.981 attività), un segnale di sofferenza per un settore tradizionale che sta affrontando sfide legate all’automazione e alla delocalizzazione.
Resilienza nell’edilizia
Nonostante le difficoltà in altri settori, l’edilizia ha visto un saldo positivo di 9.306 imprese in più (+1,12%), con una ripresa dovuta alla crescente domanda di infrastrutture e lavori di ristrutturazione in un contesto di recupero post-pandemia.
Dinamiche regionali: Centro e Sud in crescita
A livello geografico, il Centro Italia ha registrato la crescita più dinamica (+1,20%), seguita da Sud e Isole (+1,07%), con Lazio, Lombardia e Sicilia in testa per quanto riguarda i tassi di crescita imprenditoriale. Al contrario, il Nord-Est ha mostrato una crescita più contenuta (+0,46%), rispecchiando una tendenza di consolidamento rispetto ad altre aree del paese.
Come sottolinea il presidente di Unioncamere, Andrea Prete:
I dati Movimprese confermano il progressivo ridimensionamento di alcuni settori tradizionali, a partire da agricoltura e manifattura, e il rafforzamento dell’economia dei servizi, in particolare di quelli finanziari, professionali e di supporto alle imprese, sempre più centrali nell’accompagnare i percorsi di sviluppo, innovazione e crescita del tessuto imprenditoriale.
I dati evidenziano una necessaria riflessione sul futuro di settori tradizionali come agricoltura e manifattura.
L’espansione delle attività nei servizi e la resilienza dell’edilizia sono segnali positivi ma ci troviamo dinanzi ad un giro di boa con tante incertezze all’orizzonte. Crescita positiva per le imprese italiane, settori energetico e finanziario in espansione ma agricoltura e commercio in flessione.