È il volto (e il nome) che ha risolto i dubbi tecnologici di milioni di italiani, da come installare una stampante a come gestire i social network. Salvatore Aranzulla si racconta a Chapeau: il passaggio dall’editoria pura all’affiliate marketing, la minaccia dell’Intelligenza Artificiale e la trasformazione fisica di un imprenditore che ha deciso di non vendere la sua “creatura”.
La video intervista di Chapeau a Salvatore Aranzulla
Fondatore di Aranzulla.it, ha trasformato la curiosità di un dodicenne siciliano in una macchina da guerra digitale che oggi, attraverso la Aranzulla Srl, genera 8 milioni di euro di fatturato e tra i 2 e i 3 milioni di utile netto all’anno. In una lunga intervista concessa al canale YouTube di Chapeau, l’imprenditore ha ripercorso la sua ascesa, svelando un cambio di rotta radicale nel suo modello di business per sopravvivere all’onda d’urto dell’Intelligenza Artificiale.
Ecco il video integrale, disponibile sulle principali piattaforme social di video streaming.
La genesi di un impero
La storia di Aranzulla parte da un paese di mille abitanti in Sicilia, con l’acquisto del primo computer a costo di un sacrificio familiare: il climatizzatore. La tecnologia gli avrebbe cambiato la vita. A soli 12 anni inizia a stampare su carta soluzioni a problemi informatici caricandole poi online con una connessione 56k. Quello che nasce come hobby si trasforma in business nel 2008, quando appena maggiorenne, intuisce le potenzialità di Google AdSense iniziando a incassare i primi assegni importanti.
Il modello di business: dai ricchi margini all’affiliate marketing
Per anni, il segreto di Aranzulla è stato un mix di contenuti editoriali mirati (grazie al “sistema dei titoli” per intercettare le ricerche degli utenti) e ottimizzazione pubblicitaria estrema, come l’introduzione pionieristica in Europa dell’header bidding per mettere all’asta gli spazi banner. Questo sistema garantiva margini operativi mostruosi, vicini al 90%.
Tuttavia, lo scenario è cambiato. Durante l’intervista, Aranzulla ha rivelato che il modello basato sulla pura pubblicità display non è più sostenibile come un tempo, tanto che oggi l’azienda fattura più con le affiliazioni che con i banner tradizionali. Il nuovo focus è l’arbitraggio pubblicitario: Aranzulla crea siti verticali o sezioni specifiche (come Product Advisor), compra traffico a pagamento su Google e guadagna sulla differenza tra il costo del clic e la commissione generata dalla vendita dei prodotti recensiti. Un business con margini più bassi ma capace di muovere volumi enormi, con oltre 10 milioni di euro di prodotti venduti ogni mese.
La minaccia dell’Intelligenza Artificiale
Il tono dell’intervista si fa cupo quando si tocca il tema dell’AI. Aranzulla è pragmatico e pessimista riguardo al futuro dell’editoria digitale. Con l’avvento di strumenti come ChatGPT, che forniscono risposte dirette senza bisogno di cliccare sui siti, il traffico organico è destinato a crollare. «L’intelligenza artificiale ha realizzato un furto collettivo di informazioni», afferma Aranzulla, spiegando come i bot stiano scansionando e “rubando” contenuti per addestrare modelli che renderanno obsoleti i siti stessi. La sua previsione è drastica: molti editori chiuderanno e si rischia una «bomba sociale» nel settore entro cinque anni.
Per la sua azienda, la strategia è resistere finché i bilanci saranno in positivo, forte di una solidità finanziaria che gli permetterebbe di chiudere tutto e vivere di rendita.