Conto alla rovescia per la tornata di elezioni regionali 2025, che riguarda Calabria, Campania, Marche, Puglia, Toscana, Valle d’Aosta e Veneto. Non c’è un election day: le diverse amministrazioni hanno scelto autonomamente la data del voto.
Gli orari del voto sono uguali in tutte le Regioni, la domenica le urne sono aperte dalle 7 alle 23 e il lunedì dalle 7 alle 15.
Quando e come si va ai seggi
Ad essere imminente è la scadenza per le Marche, al voto domenica 28 e lunedì 29 settembre, e per la Valle d’Aosta, dove invece si vota solo domenica 28 settembre. Poi, il 5 e 6 ottobre urne aperte in Calabria, e la settimana successiva, domenica 12 e lunedì 13 ottobre, sarà il turno della Toscana. Veneto, Puglia e Campania, hanno scelto il 23 e 24 novembre. Sono le tre Regioni in cui è stato più complicato scegliere i candidati, ci sono forze politiche che ancora non hanno preso la decisione definitiva, anche perché in tutti e tre i casi c’è un presidente uscente che non può ricandidarsi essendo arrivato alla fine del secondo mandato.
Ecco il calendario completo:
- Marche: domenica 28 e lunedì 29 settembre;
- Valle d’Aosta: domenica 28 settembre;
- Calabria: domenica 5 lunedì 6 ottobre;
- Toscana: domenica 12 e lunedì 13 ottobre;
- Veneto, Puglia e Campania: domenica 23 e lunedì 24 novembre.
Si eleggono i consigli regionali e il presidente della Regione, che restano in carica per cinque anni. I sistemi elettorali sono diversi ma in tutti i casi prevedono l’elezione del consiglio su base proporzionale, con un premio di maggioranza alla coalizione vincente, in genere flessibile rispetto al numero di voti che la lista o la coalizione hanno ricevuto.
In Valle D’Aosta si eleggono i consiglieri ed è poi l’assemblea legislativa regionale a eleggere il presidente della giunta. Un’altra particolarità è quella della regione Toscana, dove è previsto un ballottaggio se nessuno dei due candidati prende almeno il 40% dei voti. Nel caso in cui questo avvenisse, il ballottaggio è fissato per il 26 ottobre.
Le Regionali nelle Marche
Nelle Marche ci sono sei candidati alla presidenza della Regione. Il centrodestra candida il presidente uscente, Francesco Acquaroli, esponente di Fratelli d’Italia, sostenuto dalla coalizione di governo e da lacune liste civiche. Il centrosinistra punta invece su Matteo Ricci, europarlamentare del PD, sostenuto dal cosiddetto campo largo, di cui fanno parte in questo caso PD, M5S, Alleanza Verdi Sinistra, Italia Viva, Azione, e alcune liste civiche locali.
Gli altri candidati: Lidia Mangani (Partito comunista italiano), Claudio Bolletta (Democrazia sovrana popolare), Francesco Gerardi (Forza del Popolo), e Beatrice Marinelli (Evoluzione della Rivoluzione).
Sistema elettorale e regole di voto
Il sistema elettorale delle Marche prevede un premio di maggioranza pari ad almeno il 55%, che sale a 18 seggi su 30 se il più votato ha almeno il 40%, e a 19 seggi su 30 se il risultato elettorale supera il 43% . L’elettore ha un’unica scheda per esprimere il voto su presidente e consiglio regionale. La soglia di sbarramento, che bisogna superare per avere almeno un rappresentante in consiglio, è del 5% per le coalizione e del 3% per le liste.
Si possono esprimere al massimo due preferenze, che devono rispettare la parità di genere. L’elettore può esprimere solo il voto di lista oppure solo il voto per il candidato alla presidente della Regione. In entrambi i casi, il voto va automaticamente anche al candidato o alle liste che lo sostengono. Attenzione: non è invece possibile fare il voto disgiunto, cioè votare per un candidato presidente e per una lista non compresa fra quelle che lo sostengono. Le schede che presentano il voto disgiunto vengono annullate.
Il voto in Valle d’Aosta
In Valle d’Aosta invece si vota solo domenica, dalle 7 alle 23. Regione a statuto speciale, non prevede l’elezione diretta del presidente, si eleggono gli esponenti del consiglio regionale che poi esprime la giunta. Sulla scheda quindi ci sono solo i simboli delle liste o delle coalizioni. Si presentano nove liste: in coalizione solo le tre forze di maggioranza di Governo ovvero Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, gli altri partiti invece in ordine sparso. Liste di Pd, Unione Valdostane, Alleanza Verdi Sinistra, Autonomisti di centro, Valle d’Aosta aperta, che comprende il Movimento 5 Stelle, e Valle d’Aosta futura.
Il consiglio regionale si elegge con metodo proporzionale, con premio di maggioranza solo se una lista o coalizione sopra il 42%. in questo caso avrà 21 dei 35 seggi disponibili. L’elettore può esprimere fino a tre preferenze, anche qui rispettando la parità di genere.
Nella Regione sempre domenica 28 settembre si vota anche per alcuni Comuni, fra cui Aosta.
Le altre Regioni al voto: i candidati
Vediamo velocemente i candidati nelle Regioni che invece votano in ottobre e novembre. In Calabria (elezioni 5 e 6 ottobre), il centro destra presenta il presidente uscente, Roberto Occhiuto, mentre il campo largo del centrosinistra sostiene Pasquale Tridico, europarlamentare del M5S ed ex presidente dell’INPS. Infine, Francesco Toscano, presidente di Democrazia Sovrana Popolare.
In Toscana il voto è il 12 e 13 ottobre, con eventuale ballottaggio due settimane dopo. Anche qui campo largo del centrosinistra, che sostiene il presidente uscente Eugenio Giani. Il centrodestra invece punta sul sindaco di Pistoia, Alessandro Tomasi (FdI). Fra gli altri candidati: Antonella Bundu, lista “Toscana Rossa”, che comprende Potere al Popolo, Rifondazione Comunista, Possibile, e alcune liste civiche, Enrico Zanieri, sostenuto dal Partito Comunista Italiano.
Infine, il 23 e 24 novembre si vota in Veneto, Puglia e Campania, regioni in cui non è ancora definita la lista dei candidati alla presidenza. In Veneto il centrosinistra presenta l’ex sindaco di Treviso, Giovanni Manildo, del PD, mentre il centrodestra non ha ancora deciso chi sostituirà l’attuale presidente uscente, Luca Zaia.
In Puglia invece la coalizione di centrosinistra, che sostiene l’attuale presidente uscente, Michele Emiliano, punterà su Michele Decaro, europarlamentare PD ed ex sindaco di Bari, mentre il centrodestra non ha ancora un candidato ufficiale. Stessa situazione in Campania, dove il centrosinistra che non può più ricandidare Vincenzo De Luca ha scelto il pentastellato ex presidente della Camera Roberto Fico, mentre non c’è ancora un nome definitivo per il centrodestra.