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Reddito di Cittadinanza aprile 2023: pagamento, importi e saldo

di Noemi Ricci

4 Aprile 2023 08:55

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Quando verrà effettuato il pagamento del Reddito di Cittadinanza e della Pensione di Cittadinanza ad aprile 2023? E cosa cambierà da qui a breve? Vediamolo.

Pensione e Reddito di Cittadinanza: per aprile 2023, il pagamento con ricarica della Card sarà erogato in base al momento in cui i destinatari del sussidio hanno inviato la prima richiesta di accesso o rinnovo del sussidio: a partire da sabato 15 aprile riceveranno il RdC o la PdC i titolari che hanno presentato una nuova domanda, mentre da giovedì 27 aprile riceveranno la ricarica i percettori già attivi, a patto che abbiano presentato il modello ISEE 2023.

Inoltre, dal 27 del mese, i beneficiari del Reddito di Cittadinanza che soddisfano i requisiti per l’Assegno Unico riceveranno anche il relativo importo sulla carta RdC.

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Come verificare il pagamento RdC e PdC?

Per controllare il saldo della carta RdC, i beneficiari possono seguire queste tre opzioni:

  1. Visitare il sito ufficiale redditodicittadinanza.gov.it e accedere all’area riservata per verificare il saldo della carta, autenticandosi tramite SPID, CIE o CNS.
  2. Chiamare il numero verde gratuito 800 666 888 (sia da rete fissa che da rete mobile), premere il tasto “1” e, successivamente, inserire le 16 cifre riportate sulla carta utilizzando il tastierino numerico.
  3. Recarsi allo sportello Postamat, dove è anche possibile prelevare una parte dell’importo in contanti (fino a 100 euro al mese per i single e fino a 220 euro al mese per i nuclei familiari di almeno quattro persone).

Cosa cambia con la riforma del Reddito di Cittadinanza?

Il nuovo strumento – al momento chiamato MIA (Misura di Inclusione Attiva) – che sostituirà il Reddito di Cittadinanza, in base alle anticipazioni dovrebbe fornire un importo mensile di 500 euro ridotto a 375 euro per coloro che possono lavorare. Questo sarà integrato al programma di formazione GOL (Garanzia Occupazione Lavoro), includendo un patto di attivazione digitale. Queste sono le principali novità riguardanti la Riforma RdC, che abolirà il Reddito di Cittadinanza dal 2024 e lo sostituirà con questo nuovo sussidio più orientato verso il mercato del lavoro.

La norma è ancora in fase di bozza, quindi per conoscere i dettagli definitivi bisognerà attendere l’approvazione del Consiglio dei Ministri. Le misure contenute nel disegno di legge con il quale il CdM introdurrà il nuovo strumento riguarderanno innanzitutto i circa 850.000 individui che si troveranno senza sussidio a partire da agosto (in seguito alla scadenza dei 7 mesi di durata massima previsti per il 2023).

Secondo le anticipazioni, i requisiti ISEE per accedere al nuovo sussidio MIA diventeranno più stringenti, portando il tetto massimo di reddito da 9.360 euro a 7.200 euro. Anche requisito della residenza in Italia verrà quasi sicuramente modificato, passando da 10 a 5 anni, sebbene le direttive europee indichino un periodo più breve.

Alla base di MIA vi sarà l’obbligo di formazione per coloro che ricevono il Reddito di Cittadinanza, tramite un nuovo sistema di supporto e avviamento gestito dai CPI (Centri per l’Impiego). Con MIA, anche i giovani a partire dai 16 anni che hanno completato gli obblighi scolastici saranno obbligati a partecipare attivamente alla formazione se non stanno già seguendo un percorso di studi. Saranno esenti dagli obblighi formativi solo i membri della famiglia che hanno il ruolo di caregiver per bambini di età inferiore ai tre anni o persone con disabilità gravi.

Una piattaforma digitale si occuperà di gestire le offerte di lavoro, che saranno considerate congrue se in linea con il profilo del beneficiario e con un luogo di lavoro situato nella provincia di residenza. Saranno ammesse anche proposte di contratto della durata di 30 giorni.

I beneficiari del sussidio MIA dovranno impegnarsi a rispettare gli obblighi formativi stabiliti dalla legge e ad accettare le offerte di lavoro proposte tramite i Centri per l’Impiego. Come previsto dalla Legge di Bilancio 2023, non sarà possibile rifiutare offerte di lavoro congrue, pena la perdita del sussidio e dell’accesso al programma di riqualificazione professionale e reinserimento lavorativo.