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Energia: forniture alternative e nuovi impianti GNL nel Piano Gas italiano

di Barbara Weisz

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Nel Piano Cingolani per l'indipendenza dal gas russo ci sono anche nuovi contratti di approvvigionamento GNL e due rigassificatori: il cronoprogramma.

Fra le misure per rendere indipendente l’Italia dal gas russo nel giro di due anni, oltre ai nuovi contratti di fornitura, allo stoccaggio eccezionale e alle misure di risparmio energetico, ci sono anche indicazioni per intensificare la produzione domestica.

Nel medio e lungo la periodo, la riposta sono le energie pulite ma nel breve, il Piano Cingolani prevede la realizzazione di due rigassificatori, per consentire l’utilizzo del GNL acquistato da nuove rotte.

Il Piano nazionale di contenimento dei consumi di gas nazionale, definito dal Ministero della Transizione Ecologica, elenca i nuovi contratti che l’Italia ha già firmato per la fornitura di gas in alternativa alla Russia, e descrive un programma di implementazione dell’infrastruttura, che prevede la realizzazione di due rigassificatori entro il 2024.

Considerato che i esistenti sono già utilizzati al massimo, in base al Piano occorrono nuovi terminali GNL, in tempi coerenti con le quantità negoziate da nuove rotte. Oltre all’aumento delle forniture dall’Algeria e delle importazioni dal gasdotto TAP, l’Italia ha contratti per approvvigionamenti di GNL da nuove rotte: sino a 3,5 miliardi di Smc dall’Egitto, sino a 1,4 miliardi di Smc dal Qatar, sino a 4,6 miliardi di Smc progressivamente dal Congo, e circa 3,0-3,5 miliardi di Smc da forniture in fase di negoziazione da atri Paesi quali Angola, Nigeria, Mozambico, Indonesia e Libia.

Per gli impianti di rigassificazione da realizzare, la scelta del Governo si è indirizzata su strutture galleggianti, più flessibili e con minori tempi di realizzazione rispetto alle strutture fisse, e più coerenti con la politica di decarbonizzazione del sistema energetico, priorità generale della politica di diversificazione.

Il MiTE con atto di indirizzo del 22 marzo 2022 ha chiesto a SNAM di procedere all’acquisizione di due FSRU (Floating Storage and Regasification Unit) di capacità di circa 5 miliardi di Smc ciascuna. Entro i primi mesi del 2023 dovrà essere in funzione il primo di questi impianti (Golar Tundra a Piombino), mentre il secondo rigassificatore galleggiante è previsto entro il 2024 (Bw Singapore a Ravenna).

Le iniziative elencate consentono di sostituire entro il 2025 circa 30 miliardi di Smc di gas russo con circa 25 miliardi di Smc di gas di diversa provenienza, colmando la differenza con fonti rinnovabili e con politiche di efficienza energetica.

 

Nell’immediato si agisce invece sul fronte dei risparmi sui consumi, civili e industriali. Entro il 15 ottobre il piano integrato di risparmio gas sarà infatti presentato alla Commissione Europea.