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Draghi: un tetto al prezzo del gas per fermare l’inflazione

di Barbara Weisz

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Draghi all'OCSE: energia e materie prime alimentari trainano l'inflazione, l'Europa può intervenire con un tetto al prezzo del gas e sbloccando i porti ucraini.

Stabilire un tetto al prezzo del gas per fermare l’inflazione, accelerare sulla transizione green e sul rafforzamento dei sistemi sanitari per prevenire nuove crisi e affrontare eventuali nuovi pandemie: ecco la sintesi delle proposte illustrate del Premier, Mario Draghi, alla cerimonia di apertura della Riunione ministeriale OCSE presieduta dall’Italia, sul tema “Il futuro che vogliamo: politiche migliori per la prossima generazione e una transizione sostenibile”.

«Per costruire un miglior modello economico per il domani, dobbiamo iniziare affrontando le sfide del presente». A partire dalla guerra in Ucraina, che impatta anche sulle economie dei paesi più poveri, soprattutto quelli africani. In particolare, bisogna evitare una crisi alimentare, riferendosi ai cereali bloccati nei porti del Mar nero: bisogna assicurare all’Ucraina la sicurezza dei porti dagli attacchi russi e ai paesi importatori gli approvvigionamenti.

 I prezzi delle materie prime alimentari, insieme a quelli dell’energia, sono fra i maggiori responsabili del balzo dell’inflazione. Che nell’Eurozona in maggio è arrivata all’8,1%. Depurando il dato da energia e alimentari, l’inflazione europea si dimezza. In Italia sarebbe addirittura pari al 2,9% se si sbloccassero questi due mercati. Il balzo dell’inflazione è dunque in gran parte dovuto a problemi nella catena di approvvigionamento.

Tenendo bassi i prezzi dell’energia si aiuterebbero anche le famiglie ad affrontare i rincari generali. Il tutto, senza creare una spirale inflazionistica. Dunque la proposta: «il Consiglio Europeo ha appoggiato la possibilità di imporre un tetto al prezzo del gas russo.

Questa misura, ridurrebbe la pressione sull’inflazione, supporterebbe il reddito disponibile e ridurrebbe i nostri flussi finanziari verso Mosca.

E’ anche importante utilizzare trasferimento governativi diretti verso i più poveri, mantenendo la sostenibilità delle finanze pubbliche. Draghi ha proposto l’esempio dell’Italia, che ha tassato gli extra-profitti delle imprese dell’energia determinati dalle tensioni sul mercato internazionale incrementando gli aiuti alle fasce più deboli.

L’Europa dovrebbe riproporre strumenti simili a quelli sperimentati in pandemia, per garantire liquidità a condizioni favorevoli. Una posizione condivisa con quella de Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, che si è spinto oltre proponendo nuove emissioni di debito europeo.

Nel medio e il lungo periodo le politiche devono invece guardare alle future generazioni. Gli obiettivi restano quelli intrapresi: transizione green (spingendo sulle energie rinnovabili a livello mondiale e promuovendo la ricerca) e investimenti nei sistemi sanitari, di cui la pandemia ha rilevato le fragilità.