PMI digitali: leva per aumentare il PIL

di Redazione PMI.it

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Riducendo il gap digitale tra le PMI italiane e il resto della UE si potrebbe aumentare il PIL di 7 punti: trend e gli strumenti per la ripartenza.

La strategia per potenziare il PIL nazionale passa dalla digitalizzazione delle PMI che, allineandosi con la media delle imprese tedesche e aumentando l’indice del 65%, potrebbero far incrementare il Prodotto Interno Lordo di 7 punti percentuali. Oltre la Germania, anche la Spagna supera la media italiana con un divario del 40%, percentuale che si ferma al +20% per la Francia.  In generale, il divario digitale tra le PMI italiane e la media europea si attesta al 37%.

Una recente ricerca ha definito l’Indice di Maturità Digitale delle PMI italiane, costruito tenendo conto di un campione di circa 500 piccole e medie imprese e indagando riguardo a quattro macro-aree di business: cultura e organizzazione per l’innovazione, digitalizzazione sia dei processi core sia quelli di supporto, e utilizzo di tecnologie ad alto impatto innovativo.

Stando agli esiti della ricerca, in Italia solo il 34% delle PMI può definirsi “digitally mature”, quindi consapevolmente pronte  tale passo, mentre l’11% del campione analizzato rientra nella categoria “committed”, vale a dire aziende che hanno cultura e organizzazione aziendale votate all’innovazione digitale e sono in grado di diventare pienamente mature.

Il 55% del restante campione, invece, si divide in imprese che possono definirsi “digitally immature” (23%), carenti dal punto di vista dell’innovazione digitale su tutte le aree, e “process-oriented” (32%), ossia con attività che hanno compiuto passi in avanti verso la digitalizzazione di base ma sono meno interessate alla tecnologia innovativa.

Un fenomeno che si può spiegare con il ritardo strutturale sui progetti di trasformazione digitale che storicamente contraddistinguono il tessuto imprenditoriale del Paese.

Secondo lo studio, condotto dall’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano – cui ha preso parte TeamSystem – il gap digitale tra le PMI italiane e il resto dei paesi europei è dunque al momento rilevante.

Per quanto riguarda le aree di investimento prioritario per favorire una maggiore digitalizzazione delle PMI, l’indagine segnala: digitalizzazione delle relazioni con i clienti, digitalizzazione di dati e informazioni aziendali, connettività e Sviluppo di competenze ICT e digital.

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Come ha commentato Federico Leproux, CEO di TeamSystem, il digitale è la chiave per colmare il gap di produttività ed economie di scala di cui soffrono le PMI italiane. Ecco perchè la fase 3  dovrebbe puntare ad una crescita sostenibile riacquistando competitività nello scacchiere globale:

Digitalizzare le PMI italiane, con un programma concreto e non timido, può dare un contributo fondamentale alla ripartenza del Paese.

Secondo Leproux, infine, solo se si proseguirà sulla strada di una trasformazione digitale di sistema, Pubblica Amministrazione inclusa, la crisi economica che deriva anche dall’emergenza sanitaria potrà rappresentare davvero un momento di svolta per tutto il paese.

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