Stati Generali: attacco di Confindustria al Governo

di Redazione PMI.it

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Le critiche di Bonomi, il piano per la ripresa di Viale Astronomia, le rassicurazioni di Conte sulla centralità delle imprese nelle politiche del Governo: Stati Generali a Villa Pamphili.

E’ proseguito a Villa Pamphilj il botta e risposta a distanza fra il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, critico nei confronti del Governo, e il premier, Giuseppe Conte: nel corso della quarta giornata degli Stati Generali, dedicata alle imprese (come quella di ieri), Bonomi ha insistito su una serie di richieste (fisco e pubblica amministrazione più efficienti, dialogo fra parti sociali e istituzioni), e di critiche (la cassa integrazione è stata in gran parte anticipata dalle imprese, ritardi nei prestiti). E Conte ha sottolineato che il Governo non ha alcun «pregiudizio nei confronti della libera iniziativa economica», e anzi ha inserito nei diversi provvedimenti che si sono succeduti con l’emergenza Coronavirus molte misure di sostegno alle imprese.

Sullo sfondo, le posizioni espresse nei giorni scorsi dallo stesso Bonomi, che ha consegnato al Governo il volume Italia 2030. Proposte per lo sviluppo, nel quale Confindustria chiede di «riorientare il Paese verso la crescita del lavoro, del reddito, della produttività e dell’innovazione», critica il governo per non aver avuto una vision adeguata per la fase 3 della ripresa, e chiede un piano che consenta di recuperare 13 punti di PIL, ovvero i 10 persi quest’anno a causa del Covid e i 3 che ancora l’Italia non aveva recuperato dopo la crisi del 2008. Confindustria continua a mettere l’accento sulla necessità di un dialogo, continuo e costruttivo, fra Governo e mondo delle imprese.

E forse è su quest’ultimo punto che si intravedono i margini per un riavvicinamento. Il premier, nel discorso introduttivo alla quarta giornata, insiste sulla richiesta già presentata ad altre sigle imprenditoriali: «un confronto ampio e costruttivo», nell’ambito del quale ben vengano «proposte, valutazioni e critiche». E in più passaggi ha voluto mettere in chiaro il sentiment dell’esecutivo nei confronti del mondo imprenditoriale: «l’impresa è un pilastro della nostra società, è il tessuto produttivo, si sta facendo di tutto per preservarlo, produce crescita economica, produce sviluppo e innovazione, genera valore sociale. Possiamo avere diversità di opinioni, ci mancherebbe che intorno a un tavolo del genere con tante sensibilità dovessimo pensarla tutti allo stesso modo, ma qui non c’è nessuna remora culturale, nessun pregiudizio ideologico: per noi preservare le imprese e metterle in condizione e nella prospettiva di poter affrontare vigorosamente e in modo reattivo uno shock come questo e quindi il rilancio è la nostra priorità».

Fornisce anche rassicurazioni più politiche: «non abbiamo una concezione collettivista della produzione o statalista dell’economia», e «non accarezziamo neppure un modello cripto-dirigista in campo economico. Il nostro modello rimane quello classico, di uno Stato regolatore che però non è disattento rispetto ai meccanismi del mercato».

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La platea di questa quarta giornata di lavori ha visto protagoniste, oltre a Confindustria, anche Ance, Anfia, Confapi, Confedilizia, Confetra, Confimi, Confimpreseitalia, Conflavoro PMI, Confservizi, FINCO – Opere Specialistiche per le Costruzioni e la Manutenzione, UCID – Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti, Unimpresa.

Il mondo dell’Industria, ha sintetizzato Conte, «con particolare attenzione ad alcuni fra i settori più colpiti dalla recessione innescata in conseguenza dell’emergenza epidemiologica: la manifattura, l’edilizia, l’automotive, la logistica e i trasporti, con la consapevolezza che tanti altri settori sono stati toccati e ai quali dedicheremo lo spazio già domani e nei prossimi giorni». Gli Stati Generali proseguiranno fino a domenica 21.

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