Pagamenti digitali: meno carte aziendali, più bancomat

di Redazione PMI.it

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Pagamenti elettronici, bene bancomat e carte prepagate, in calo le aziendali: i dati dell'Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments.

Secondo i dati dell’ultimo Osservatorio Carte di Credito e Digital Payments (Assofin, CRIF Nomisma e GfK), in Italia il numero di pagamenti digitali al dettaglio risulta in crescita (+1,9%). Pur rallentando la sua corsa, vede comunque aumentare i volumi complessivi (+4,9%). Stabile invece l’importo medio transato (1.501 euro), così come la domanda di carte di credito dopo anni di continua crescita (il bacino dei possessori sembra “bloccato”).

Il trend vede in aumento il target femminile e si conferma il rafforzamento della presenza delle carte tra i giovanissimi di età compresa tra i 18 e i 24 anni. Stabile di conseguenza il bacino potenziale costituito dalla totalità dei decisori attualmente non titolari di carta di credito.

Meno carte aziendali

Il numero di carte di credito attive in Italia nel 2017 è leggermente sceso (-1%), mentre il valore medio delle transazioni effettuate è stabile rispetto al 2016 (80 euro). Un trend che rappresenta fondamentalmente il risultato di un minore ricorso alle carte aziendali, in deciso rallentamento, nonostante si registri un aumento del numero di transazioni effettuate (+10,2%) e dell’importo medio transato (+5,6% rispetto al 2016).

Più Bancomat e prepagate

Anche nel 2017 è rimasto elevato l’utilizzo di carte di debito, con una significativa crescita sia degli importi complessivi (+1.9%) sia del numero di operazioni effettuate (+5,7%). Stabile anche in questo caso l’importo medio delle transazioni annue.

Confermato anche nel 2017 il successo delle carte prepagate che fanno registrare una nuova accelerazione sia del numero di carte in circolazione (+7.3% rispetto al 2016), che del valore delle operazioni (+21% rispetto all’ultima rilevazione). Anche qui il valore medio degli acquisti rimane stabile.

Nuove tecnologie

Si fanno sempre più strada i nuovi sistemi contactless e mobile, che hanno spinto verso un processo di innovazione  le transazioni cashless: in Italia nel 2017 la penetrazione del contactless sui pagamenti con carta è dell’11%.

Carte opzione/rateali

In aumento del +4,2% rispetto all’anno precedente le carte opzione/rateali, che arrivano a rappresentare quasi la metà del totale delle carte di credito in circolazione in Italia. Il dato fa riferimento prevalentemente alle carte opzione, grazie alla crescente offerta lato banche, mentre il ricorso alla funzione rateale rappresenta meno di un quinto dei flussi transati ed è riservato ad acquisti di valore maggiore. Nel primo semestre del 2018 questo tipo di carte ha fatto registrare una crescita sia dei volumi transati (+6.1%), sia del numero di operazioni (+12.1%), anche se i ritmi registrati sono più blandi rispetto a quelli dei due anni precedenti.

Rischiosità mercato carte

L’analisi della rischiosità del comparto delle carte di credito mostra un trend di progressivo contenimento del rischio di credito e, a maggio 2018, il tasso di sofferenza risultava pari all’1.6%, in ulteriore diminuzione rispetto all’1.8% registrato nel 2017.

Il dato si inserisce in un osservato in questi ultimi periodi sia nel segmento retail che in quello corporate e la contrazione del tasso di sofferenza caratterizza tutte le macroaree del Paese con miglioramenti più accentuati per il Sud e Isole.

Leve di crescita del digitale

In occasione dell’edizione 2018 dell’Osservatorio, è stata realizzata per la prima volta una survey diretta ai principali operatori bancari e finanziari volta ad analizzare i trend e le leve di crescita del mercato digitale dei pagamenti.

Secondo la gran parte degli intervistati i principali driver di cambiamento nel sistema dei pagamenti risiedono nell’innovazione di prodotto (80% del campione), nella PSD2 (72% del campione), nell’evoluzione normativa (72%), nell’innovazione tecnologica di processo e nell’evoluzione delle esigenze dei clienti.

Queste ultime vanno sempre più verso strumenti innovativi, facili da capire, di semplice utilizzo e veloci, oltre alla dematerializzazione dello strumento di pagamento, sollecitata anche dalle case produttrici degli smartphone e dalle nuove fintech emergenti, con le quali gli istituti bancari stringono sempre più spesso partnership, per affrontare il cambiamento e rimanere competitivi sul mercato. La capacità di innovazione e il livello di user experience vengono inoltre individuati come elementi cruciali di competitività.