L’RFID stenta a decollare

di Paolo Iasevoli

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La tecnologia radio che ottimizza la gestione del magazzino è poco diffusa tra le aziende, che non vedono vantaggi economici, che invece potrebbero essere notevoli

IDTechEx ha presentato oggi un rapporto in cui evidenzia una situazione di forte instabilità per il mercato dell’RFID (Radio Frequency IDentification).

Da una parte, la tecnologia radio potrebbe offrire enormi vantaggi alle imprese, consentendo una gestione del magazzino più veloce e molto più economica. Inoltre, i crescenti passi avanti compiuti dalle tecnologie wireless rendono sempre più efficace l’RFID.

D’altra parte, però, i vantaggi strettamente economici derivanti dall’adozione di infrastrutture RFID risultano evidenti solo dopo un punto critico che poche imprese riescono a raggiungere, limitandosi a un’implementazione parziale. Non basta infatti dotarsi delle giuste apparecchiature, ma bisogna utilizzarle appieno per trarne benefici economici.

E si tratta di benefici che possono raggiungere proporzioni ingenti nel caso delle imprese più grandi: il colosso della distribuzione al dettaglio Wal Mart ha stimato che l’RFID le permetterebbe di risparmiare 250 milioni di dollari l’anno.

Tra il dire e il fare, c’è di mezzo lo scarso utilizzo che i grandi magazzini fanno degli strumenti RFID. Solo pochi prodotti vengono etichettati con le speciali tag per il riconoscimento a distanza e quindi lo scarso numero di letture che ne deriva non consente di raggiungere un ROI soddisfacente.

L’esempio da seguire sembrerebbe quello di Kimberly Clark (azienda produttrice di Kleenex e Huggies), che sta procedendo ad un’implementazione capillare delle apparecchiature RFID. Dello stesso avviso Procter&Gamble, che ha acquistato “qualche milione” di etichette nel 2006, dimostrando che scommettere sull’RFID può essere molto conveniente.