Medie imprese italiane profittevoli ma tartassate

di Noemi Ricci

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Da un recente studio Mediobanca, Confindustria e Unioncamere, le medie imprese italiane sono risultate ad alto livello di profittabilità e produttività.

Buoni i risultati in termini di profittabilità delle medie imprese italiane che, in quanto a margine operativo netto sul valore aggiunto (pari al 23%), primeggiano in Europa insieme a Spagna (24%) e Germania (20%). Lo rivela lo studioMedie imprese in Europa” realizzato da Confindustria in collaborazione con R&S Mediobanca e Unioncamere.

Lo scenario analizzato mostra un valore aggiunto netto per addetto pari a 52.200 euro per le medie imprese italiane, che conferiscono loro elevate caratteristiche di produttività.

In quanto a costo del lavoro pro-capite più alto, l’Italia è a quota 37.700 euro, ma in quanto a trattamento fiscale è bocciata: nel nostro Paese, infatti, il tax-rate è del 48%, contro il 26% circa di Spagna e Germania.

Lo studio ha comunque fotografato un sistema di medie imprese solide e resistenti alla crisi, anche più delle realtà di dimensioni maggiori. La robustezza della loro struttura finanziaria risiede nella capacità di avere mezzi propri che eccedono gli immobilizzi ed un attivo corrente netto superiore ai debiti finanziari a breve termine.

Bassa, invece, la percentuale di medie imprese quotate in Borsa. Tra le tre nazioni quella che fa meglio in questo ambito è la Germania con circa 100 medie imprese in Borsa, pari a circa al 7% del totale e al 16% delle società quotate (indipendentemente dalla dimensione). Italia e Spagna insieme arrivano invece ad appena 30 imprese quotate.

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