Lavoro, arrivano i tirocini atipici nelle Pmi

di Alessandro Vinciarelli

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Il ministero del Lavoro promuove i cosiddetti tirocini atipici per la formazione e l'orientamento on the job di risorse a rischio esclusione: ammesse tutte le Pmi

Tirocinio in azienda? Le categorie di lavoratori a rischio di esclusione possono rivelarsi risorsa importante, che deve essere ottimizzata e promossa: questo è l’obiettivo dell’iniziativa del Ministero del Lavoro, che con l’interpello 7/2010 ha aperto nuove possibilità di formazione per le Pmi interessate.

In linea con l’articolo 1322 del Codice civile, le aziende potranno scegliere di occupare addetti individuate dal regolamento comunitario 800/2008: ad esempio chi non è riuscito ad ottenere un impiego regolare negli ultimi sei mesi o anche gli over 50 soli o con più persone a carico.

I lavoratori saranno proposti sotto forma di tirocinanti e potranno intraprendere un periodo di formazione e orientamento on the job, senza istituire inizialmente un formale rapporto di lavoro subordinato.

Il numero di lavoratori svantaggiati, che comprendono ad esempio anche chi sta ancora studiando, varia in funzione della dimensione aziendale tra uno e il 10% del totale dei dipendenti.

Anche la durata varia, questa volta in funzione delle caratteristiche del tirocinante, che può essere scelto dall’azienda o essere indicato dal soggetto promotore, come ad esempio un centro per l’impiego o un consulente del lavoro. In particolare si passa dai quattro mesi per gli studenti che ancora frequentano la scuola secondaria, fino ai 24 mesi per i portatori di handicap.

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