OCSE: in Italia gli stipendi più bassi, e le tasse più alte

di Alessandro Vinciarelli

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L'Italia conquista il triste primato dei Paesi Ocse con i salari più bassi, contemporaneamente guadagnando le prime posizioni per quanto riguarda il cuneo fiscale. Un Italiano su due non arriva a fine mese

L’Eurispes ha diffuso il Rapporto Italia 2010, che scatta la fotografia (tragica) del nostro paese in termini di salari e pressione fiscale.

Secondo il rapporto, ogni Italiano guadagna circa 14.700 euro netti l’anno – drammaticamente sotto ma la media OCSE (circa 18mila euro) – piazzandosi agli ultimi posti in classifica.

Peggio solo poche nazioni, in particolare paesi economicamente più arretrati come Repubblica Ceca, Turchia, Polonia, Slovacchia, Ungheria e Messico.

Ottimi risultati, invece, per la Germania, la Francia e la Spagna.

Al triste primato si aggiunge la grave situazione del cuneo fiscale, ovvero la differenza tra costo del lavoro e retribuzione netta.

La pressione fiscale in Italia è estrema: il 50% della popolazione, ovvero un italiano su due, arriva con difficoltà a fine mese, tagliando in modo drastico tutte le spese per beni secondari o superflui. Purtroppo, in molti casi, anche i beni primari.

Tuttavia, rispetto al 2009, la percentuale è scesa del 5% e la ripresa economica sembra offrire qualche speranza per il futuro. Nonostante tutto, dunque, cresce la percentuale di ottimisti che scommettono in un futuro migliore, passando del 10.9% del 2008 fino all’attuale 18.3%.

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