LinkedIn porta al licenziamento, giusta causa?

di Noemi Ricci

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Social network: quando è che aggiornare il CV su LinkedIn può portare a un licenziamento per giusta causa per un dipendente di azienda?

I social network sono ormai entrati a far parte della nostra quotidianità anche professionale. Proprio tra aziende e  professionisti LinkedIn è la rete sociale più diffusa, ma non sempre i risvolti del suo utilizzo sono positivi.

La presenza del proprio profilo professionale in Rete a volte può rivelarsi un arma a doppio taglio. In realtà quella che può risultare rischiosa è la condivisione di troppe informazioni con la comunità di Internet e più in particolare del social network visitato e usato dai professionisti, compresi i datori di lavoro, LinkedIn.

Il caso è scoppiato  sulla storia di un manager inglese che è stato licenziato dall’azienda per la quale lavorava per aver inserito sul proprio profilo LinkedIn l’informazione di essere in cerca di una nuova occupazione.

Eppure secondo i principi della privacy spiare le informazioni dei propri dipendenti sui social network non è una pratica lecita da parte dei datori di lavoro.

Il lavoratore, dopo il licenziamento, ha presentato ricorso al giudice. Ora bisognerò vedere se la giurisprudenza britannica si allineerà con quella tedesca, la quale ha stabilito che le informazioni pubblicate su LinkedIn, Facebook, Twitter e i social netwotk in generale, non possano essere impugnate legalmente ai fini di provvedimenti sanzionatori o licenziamenti.

Al tema legato alle informazioni pubblicate sul social network, poi, se ne aggiunge un altro: essere alla ricerca di un altro impiego costituisce una giusta causa per il licenziamento?
Fonte: DireDonna.it

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