Tasse: le imprese italiane non sono le più vessate

di Alessandro Vinciarelli

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Secondo il rapporto internzionale KPMG, l'Italia perde lo scettro di Paese europeo con maggiori oneri sui profitti aziendali: il merito dell'inversione di tendenza va alla diminuzione di Irap e Ires previste in Finanziaria

Gli ultimi dati dell’indagine KPMG “Corporate and indirect tax rate survey 2008” sulla
tassazione dei redditi d’impresa segnalano che, finalmente, l’Italia cede il primo posto nella classifica dei Paesi euro maggiormente “colpiti”.

Nello specifico, la riduzione IRES prevista nella Finanziaria 2008 ha permesso di guadagnare posti nel confronto internazionale passando dal 33 al 27,5% e cedendo – nell’Unione Europea – la maglia nera al Belgio.
L’altro elemento chiave per questo cambio di scenario è la diminuzione IRAP, che è passata dal 4,25% al 3,9%.

Dalla ricerca emerge inoltre che, per la prima volta da 14 anni, nessuno dei Paesi oggetto di indagine ha incrementato le aliquote sui redditi d’impresa.

A livello globale, infatti, l’aliquota media è in discesa rispetto al 2007 e si attesta al 25,9%. Nella UE è pari a al 23,2%, rappresentando un’isola felice rispetto ad aree come l’Asia-Pacifico (28,4%), Giappone (40,69%) o Stati Uniti (40%).

Per quanto concerne le imposte indirette, poi, l’aliquota media globale si attesta al 15,7%, mentre per l’Unione Europea l’Iva é più alta con un tasso medio del 19,5%.

Si attendono ora gli esiti delle analisi dei prossimi anni:le stime indicano un’inversione di tendenza, con il passaggio dalla tassazione diretta a quella indiretta da parte di molte nazioni.