Versamento unico al Fondo Casalinghe, perché non copre più anni

Risposta di Anna Fabi

Pubblicato 5 Febbraio 2025
Aggiornato 9 Settembre 2026 08:00

Francesco chiede:

Se per maturare il diritto alla pensione INPS del Fondo Casalinghe è sufficiente versare 1.600€ (che corrispondono a 5 anni di contribuzione per 310€/anno) e che per una pensione di 1000€ servono 35 anni di versamenti  con importo minimo di 26€ mese, se faccio un versamento unico di 1600€*7 a 64 anni raggiungo i 35 anni di contributi in un colpo solo?

Il Fondo Pensione Casalinghe INPS consente di versare contributi in misura libera, purché non inferiori a 25,82 euro per ogni mese da accreditare, pari a 309,84 euro l’anno. Versando 1.600 euro in un’unica soluzione coprirebbe quindi cinque anni di contributi, perché 1.600 diviso 309,84 dà 5,16.

Il limite dei dodici mesi per anno solare

Un versamento unico non accredita più annualità. L’INPS accredita ogni anno tanti mesi quanti se ne ottengono dividendo il totale versato in quell’anno per 25,82 euro, con un massimo di dodici mesi: la parte eccedente 309,84 euro non genera anzianità aggiuntiva e confluisce solo nel montante.

Versando 11.200 euro in una sola volta a 64 anni non maturerebbe quindi 35 anni di contribuzione, ma dodici mesi di anzianità e un montante corrispondente al 98% della somma, al netto dell’aliquota di gestione del 2% trattenuta dal Fondo.

Soglia di importo per la pensione a 57 anni

Per ottenere la pensione dal Fondo servono almeno cinque anni di contributi e 65 anni di età. L’uscita a 57 anni è possibile solo se il trattamento maturato raggiunge 1,2 volte l’assegno sociale: con l’assegno sociale 2026 fissato a 546,24 euro mensili dalla Circolare INPS n. 153 del 19 dicembre 2025, la soglia vale 655,49 euro al mese, cioè 8.521,37 euro l’anno. Sotto quel valore la prestazione è differita ai 65 anni, quando il vincolo di importo cade.

Quanto montante serve per un assegno di mille euro

Per una pensione di 1.000 euro mensili, pari a 13.000 euro annui su tredici mensilità, serve un montante contributivo di circa 260.000 euro ipotizzando un coefficiente di trasformazione del 5%. I coefficienti applicabili sono quelli della tabella allegata al decreto interministeriale 14 marzo 2001 e variano con l’età alla decorrenza.

Trentacinque anni di versamenti al minimo valgono circa 10.800 euro nominali, quindi quell’importo richiede versamenti molto superiori al minimo per l’intera durata dell’iscrizione. Dal 1° ottobre 2026 i versamenti si effettuano solo tramite avviso pagoPA, come disposto dal messaggio INPS n. 2482 del 24 luglio 2026.

Hai una domanda che vorresti fare ai nostri esperti?

Chiedi all'esperto

Risposta di Anna Fabi