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Pensione in Tunisia, privati ed ex statali trasferiti azzerano l’IRPEF italiana

di Anna Fabi

20 Luglio 2026 08:06

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L'abbattimento dell'80% lascia imponibile un quinto dell'assegno e l'articolo 18 vale anche per ex statali e militari. Procedura INPS, sentenze e risparmio effettivo.

La Tunisia è la destinazione fiscale che offre ai pensionati italiani qualcosa che quasi nessun altro Paese concede: la possibilità di alleggerire l’imposta anche per chi ha una pensione pubblica. Dove Grecia e Albania si fermano alle pensioni private, la Convenzione con Tunisi porta sotto la tassazione tunisina pure gli assegni degli ex statali, dei militari e degli ex INPDAP, senza obbligo di cittadinanza. Il richiamo di un’aliquota fissa bassa circola da anni sui forum, ma il vantaggio nasce da un meccanismo diverso, l’abbattimento dell’80% dell’imponibile, e una recente sentenza abruzzese ha rafforzato il diritto al rimborso di chi si trasferisce sul serio.

In sintesi:

  • la Tunisia tassa solo il 20% della pensione estera grazie a un abbattimento dell’80%, con aliquota effettiva a una cifra sola;
  • l’art. 18 della Convenzione Italia-Tunisia (L. 25 maggio 1981, n. 388) assegna tutte le pensioni, private e pubbliche, alla tassazione esclusiva dello Stato di residenza;
  • anche ex INPDAP, statali e militari defiscalizzano trasferendo la sola residenza, senza acquisire la cittadinanza tunisina;
  • il rimborso IRPEF spetta anche senza prova dell’imposta pagata in Tunisia (Cassazione, ord. n. 13217/2022; CGT Abruzzo, sent. n. 131/2026);
  • servono residenza effettiva per oltre 183 giorni e iscrizione all’AIRE (art. 2 del TUIR come riformato dal D.Lgs. 209/2023), più la domanda di detassazione alla sede INPS con l’attestazione fiscale tunisina (Circolare INPS n. 176/1999).

Tasse sulla pensione in Tunisia e abbattimento dell’80%

In Tunisia la pensione estera è tassata solo sul 20% dell’importo, perché la normativa locale applica un abbattimento dell’80% ai redditi pensionistici di fonte straniera. Il residuo quinto è poi assoggettato alle aliquote progressive tunisine, così il prelievo effettivo sull’intero assegno scende a una cifra sola, indicativamente tra il 3% e il 6% a seconda dell’importo. L’idea di un’aliquota fissa del 7% che gira da tempo è imprecisa: non esiste una flat rate sulla pensione, esiste un abbattimento della base imponibile che produce un carico ridotto. Insieme al cambio euro-dinaro favorevole e al basso costo della vita, questo trattamento aumenta in modo netto il potere d’acquisto dell’assegno, tanto più quanto più alta è la pensione.

Anche gli ex statali defiscalizzano la pensione in Tunisia

La Tunisia è uno dei pochissimi Paesi dove anche le pensioni pubbliche — ex INPDAP, statali, insegnanti, militari — vengono tassate solo nel Paese di residenza, senza bisogno di prendere la cittadinanza. La ragione sta nella struttura della tassazione delle pensioni estere fissata dalla Convenzione Italia-Tunisia: l’art. 18 attribuisce alla tassazione esclusiva dello Stato di residenza tutte le pensioni in relazione a un cessato impiego, senza distinguere tra settore privato e pubblico, e l’art. 19 disciplina soltanto le remunerazioni diverse dalle pensioni. L’Agenzia delle Entrate, con la risposta a interpello n. 76/2023, ha confermato che l’art. 18 copre tutti i redditi da pensione, pubblici e privati, di un contribuente iscritto all’AIRE e residente in Tunisia.

Una precisazione utile per chi arriva dalla politica o da cariche elettive: l’assegno vitalizio non è una pensione. Con la risposta n. 114/2026 l’Agenzia ha chiarito che il vitalizio di un ex consigliere regionale residente in Tunisia non è reddito prodotto in Italia per un non residente, quindi non è tassato in Italia a prescindere dalla Convenzione, seguendo però una via giuridica distinta da quella delle pensioni.

Quanto vale il risparmio rispetto all’Italia

Il risparmio è la differenza tra l’IRPEF che il pensionato smette di versare in Italia e il piccolo prelievo tunisino sul 20% imponibile. Le aliquote italiane 2026, fissate dalla L. 199/2025, procedono per scaglioni: 23% fino a 28.000 euro, 33% da 28.001 a 50.000 euro, 43% oltre. Sull’assegno lordo l’IRPEF teorica è questa:

Pensione lorda annua IRPEF lorda italiana che in Tunisia non si versa
20.000 euro 4.600 euro
35.000 euro 8.750 euro
50.000 euro 13.700 euro

Il valore in tabella è l’imposta lorda, non il risparmio netto. In Italia il pensionato gode delle detrazioni da pensione dell’art. 13 del TUIR e di una no-tax area fino a circa 8.500 euro, così sugli assegni bassi il prelievo effettivo è inferiore alla cifra teorica; sulle pensioni medie e alte le detrazioni incidono poco e il vantaggio si avvicina all’intera imposta. Vanno poi tolte le addizionali regionali e comunali, che in Italia si pagano e in Tunisia non esistono, e aggiunto il modesto prelievo tunisino sul quinto imponibile. Il numero reale dipende da importo, età e Regione di partenza.

L’IRPEF dovuta in Italia sulla pensione cambia con importo, età e Regione di residenza: il calcolo IRPEF restituisce l’imposta sul singolo caso, la base per il confronto con il prelievo tunisino.

Come trasferire la residenza fiscale per la pensione lorda INPS

Per incassare la pensione al lordo servono l’iscrizione all’AIRE, la residenza effettiva in Tunisia e la domanda di detassazione alla sede INPS che gestisce la prestazione, con l’attestazione della residenza fiscale rilasciata dall’autorità tunisina. Il fondamento della residenza è l’art. 2 del TUIR riformato dal D.Lgs. 209/2023, che dal 2024 valuta residenza civilistica, domicilio e presenza fisica per la maggior parte dell’anno e ha reso l’iscrizione anagrafica una presunzione relativa.

Il percorso passa per alcuni adempimenti in sequenza:

  • si apre un conto corrente in Tunisia e si stipula un contratto di affitto abitativo, requisiti per il permesso di soggiorno;
  • si perfeziona l’iscrizione all’AIRE con cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente;
  • si ottiene dall’autorità fiscale tunisina l’attestazione di residenza fiscale per la maggior parte del periodo d’imposta;
  • si presenta alla sede INPS competente la domanda di applicazione della Convenzione con il modello EP-I, la cui versione italiano-francese è utilizzabile essendo il francese lingua amministrativa in Tunisia, come da Circolare INPS n. 176 del 14 settembre 1999;
  • per le annualità già tassate si chiede il rimborso al Centro Operativo dell’Agenzia delle Entrate di Pescara, entro il termine di decadenza di 48 mesi dal prelievo.

Rimborso IRPEF e controlli del Fisco secondo le sentenze

Il rimborso dell’IRPEF spetta anche a chi non dimostra di aver pagato imposte in Tunisia, perché l’avverbio “soltanto” dell’art. 18 assegna la potestà impositiva a un solo Stato. Lo ha ribadito la Cassazione con l’ordinanza n. 13217 del 27 aprile 2022 e, in modo ancora più esplicito, la Corte di giustizia tributaria di secondo grado dell’Abruzzo con la sentenza n. 131/2026 del 5 marzo 2026, che ha riconosciuto il diritto al rimborso pur in presenza di un coniuge ancora iscritto all’anagrafe italiana.

Il rovescio è che il vantaggio spetta solo a chi sposta la vita in Tunisia. L’Agenzia delle Entrate può contestare la residenza fittizia quando la casa italiana resta a disposizione, il centro degli interessi personali e le utenze indicano una permanenza di fatto in Italia. Per i redditi diversi dalla pensione, come i titoli e i risparmi, valgono regole a sé che dipendono dal regime applicato dalla banca ai non residenti.

Costo della vita e comunità italiana in Tunisia

Oltre al fisco, la Tunisia offre un costo della vita nettamente inferiore all’Italia e un cambio euro-dinaro che amplia il potere d’acquisto dell’assegno. Le mete storiche degli italiani sono Hammamet, dove risiedono migliaia di connazionali iscritti all’AIRE, insieme a Sousse, Nabeul e alla capitale Tunisi, con affitti e servizi che valgono una frazione dei costi italiani. La sanità va pianificata: la Tunisia è fuori dall’Unione Europea e non garantisce assistenza gratuita ai residenti stranieri, per cui una polizza sanitaria privata copre visite, ricoveri ed eventuale rimpatrio. Le cliniche private delle città costiere offrono buoni standard e personale che parla spesso italiano o francese.