Pensione Quota 102: quali obblighi per i contributi delle Partite IVA?

Risposta di Barbara Weisz

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Marcello chiede:

Dai dati dell’EcoCert INPS, raggiungo a fine anno i requisiti per la pensione (ho scelto Quota 102) ma, essendo un lavoratore a partita IVA ho versamenti fissati a novembre 2022 e febbraio 2023. Devo comunque versarli? Posso pagare gli F24 adesso? Mi conviene?

La data di versamento delle rate relative ai contributi INPS non rileva ai fini del requisito a pensione. In altri termini, se lei raggiunge il requisito entro il 31 dicembre 2022, termine previsto dalla Quota 102, il fatto che in qualità di autonomo a partita IVA debba effettuare il versamento di una parte dei contributi nei primi mesi dell’anno successivo non ostacola il diritto.

Di contro, resta un suo obbligo effettuare tale versamento. Può pagare i bollettini in anticipo, nulla glielo vieta, risparmiando anche sugli interessi, oppure può attendere la naturale scadenza.

Le ricordo che il requisito per il diritto alla pensione con la Quota 102 è il seguente: almeno 64 anni anni di età e 38 anni di contributi entro il 312 dicembre 2022. Se questo requisito sussiste, i versamenti che lei deve effettuare nel febbraio 2023, che comune si riferiscono alla competenze 2022, non le fanno perdere il requisito ma vanno comunque pagati.

N.B. Possono accedere alla Quota 102 gli iscritti alle gestioni INPS, compresa la Gestione Separata, ma non i professionisti che versano i contributi solo alle casse private. In caso di doppia contribuzione, si possono utilizzare ai fini del diritto soltanto i versamenti INPS (valgono anche quelli figurativi o da riscatto).

Altra considerazione: una volta andati in pensione con la Quota 102, bisogna rispettare la soglia massima per l’eventuale reddito da lavoro autonomo, pari a 5mila euro lordi annui incassati come proventi da lavori occasionali. Questo vincolo perdura fino al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia, attualmente fissato a 67 anni.

 

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Risposta di Barbara Weisz