Cassa integrazione: come verificare la data se non arriva il pagamento?

Risposta di

Barbara Weisz

scritto il

Fernando chiede

La mia cassa integrazione non arriva: come si può verificare la data di pagamento nei casi in cui risulta ancora non pagata?  Come faccio a sapere se il mio datore di lavoro ha presentato il modulo di domanda per la cassa integrazione? Dall’azienda non ci vengono forniti ragguagli: esiste una piattaforma di verifica delle pratiche in corso, quanto meno per le singole imprese?

 

Barbara Weisz risponde

Partiamo con una premessa: per legge, il datore di lavoro deve fornire indicazioni precise sulla cassa integrazione, informando i lavoratori sul periodo di applicazione dello strumento di integrazione salariale richiesto, ma non è obbligato a segnalare anche la data di invio della domanda o di ricezione del provvedimento di autorizzazione.

=> Verifica invio domanda e pagamento della Cassa Covid

Per ovviare a questa mancanza di trasparenza, l’INPS ha attivato un nuovo servizio che permette la verifica online della propria pratica di cassa Covid: sia per quanto riguarda la domanda inoltrata dal datore di lavoro sia per quanto riguarda il pagamento della prestazione. Il servizio riguarda però soltanto le domande che prevedono il pagamento diretto da parte dell’INPS (comprese quelle con richiesta di una anticipazione del 40% da parte dell’Istituto di previdenza).

Si tratta dell’evoluzione di un servizio che fornisce informazioni sulla propria posizione previdenziale online se si è dipendenti del privato: consente di controllare i contributi versati (compresi i figurativi), i conguagli per cassa integrazione e assegni familiari ed altro ancora (ma in sostanza i dati sono gli stessi di quelle presenti nel cassetto previdenziale). Il servizio si chiama CIP – Consultazione info previdenziali”. Può essere utile per la verifica di prestazioni passate, andando indietro fino al 2010.

In generale, per quanto riguarda il pagamento di prestazioni INPS, si può poter conoscere lo stato di una pratica nel proprio cassetto previdenziale. Ma soltanto se la domanda l’ha presentata il lavoratore. La cassa integrazione, invece, la richiede l’azienda. Per cui il dipendente può soltanto consultare l’estratto conto, in cui compare anche la voce della cassa integrazione. Però non è detto che l’aggiornamento dell’estratto conto sia in tempo reale. Nel senso: l’INPS può riportare a fine anno l’intero importo versato nel 2020 senza darne segnalazione mese per mese.

Se l’anticipo del trattamento è a carico dell’INPS si troverà indicazione anche in busta paga. In ogni caso, può accedere tramite le sue credenziali dal portale dell’istituto di previdenza per verificare se, oltre ai contributi versati dall’azienda prima che la mettesse in cassa integrazione, compare anche la prestazione di cassa integrazione che è stata richiesta per lei, con pagamento diretto dell’istituto previdenziale.

Dunque, molto dipende dal tipo di integrazione salariale che le è stata applicata (CIG ordinaria, in deroga, FIS…),  se questa prevede il pagamento diretto da parte dell’istituto di previdenza (che non sempre è l’INPS) e dal suo contratto di lavoro (con conseguente indicazione della cassa previdenziale che copre la prestazione con o senza causale Covid. Se dunque l’ente previdenziale non è l’INPS ma ad esempio l’INPGI o altra cassa privata, la richiesta di dettaglio deve essere inoltrata alla sua cassa di riferimento.

=> Cassa integrazione, termini di domanda e pagamento

Infine, una riflessione: le imprese hanno un tempo limitato per presentare la domanda di cassa integrazione (la fine del mese successivo a quello in cui ha inizio la riduzione di orario oppure 30 giorni dal provvedimento di autorizzazione della cassa, solo se questo arriva dopo la fine della CIG). Nel caso in cui non rispettino queste tempistiche, devono pagare di tasca propria l’integrazione salariale.