Pensione precoci, i contributi esteri

Risposta di Barbara Weisz

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Giovanni chiede:

Sono nato il 16/01/1959. Ho iniziato a lavorare il 16/02/1977  presso un’industria in Germania, per oltre due anni. Mi posso considerare un precoce?

I contributi versati all’estero sono validi per ottenere il requisito necessario alla pensione anticipata precoci, quindi il lavoro da lei svolto in Germania rileva.

La precisazione è contenuta nella circolare INPS 99/2016, che dettaglia le regole attuative sulla pensione anticipata precoci.

L’importante è che ci siano 12 mesi di contributi versati prima del compimento dei 19 anni.

=> APe e contributi da lavoro estero

Se rispetta questo contributo lei è un lavoratore precoce ma, per avere diritto alla relativa pensione agevolata, deve rispettare anche le altre condizioni, ovvero:

  • 41 anni di contributi versati (di cui almeno 35 di contributivi effettivi da lavoro, gli altri possono anche essere figurativi, o da riscatto, o comunque accreditati);
  • appartenenza a una delle quattro tipologie di lavoratori ammessi alla pensione anticipata precoci, ovvero:
    • disoccupati per licenziamento o dimissioni per giusta causa che hanno terminato il sussidio da almeno tre mesi,
    • caregiver da almeno sei mesi di parenti con handicap grave di primo grado o, nel rispetto di determinate condizioni, affini e parenti di secondo grado,
    • lavoratori disabili almeno al 74%,
    • addetti a mansioni gravose (elencate nell’allegato alla legge 232/2016, modificata dalla Legge di Stabilità 2018).

Se lei non ha i requisiti sopra esposti, pur essendo un lavoratore precoce non ha accesso alla pensione anticipata con la quota 41 e deve quindi aspettare di maturare l’età per la pensione di vecchiaia oppure la contribuzione necessaria perla pensione anticipata.

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Risposta di Barbara Weisz