Ricongiunzione contributi 2026: coefficienti aggiornati per il calcolo delle rate

di Barbara Weisz

30 Gennaio 2026 16:04

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INPS aggiorna i coefficienti per il calcolo delle rate sulla ricongiunzione contributi 2026. Le nuove tabelle e le modalità di pagamento.

L’INPS ha aggiornato le tabelle 2026 per il calcolo degli interessi sugli oneri di ricongiunzione dei contributi, adeguando i coefficienti all’andamento dell’inflazione. Le nuove disposizioni si applicano a tutti i lavoratori che, avendo versato contributi in diverse gestioni previdenziali, intendono consolidarli in un’unica posizione contributiva, a fronte del pagamento di un onere di riscatto. Il pagamento può essere effettuato in rate, con l’adeguamento annuale basato sul tasso d’inflazione definito dall’Istat.

Come funziona la ricongiunzione contributi

La legge 45/1990 disciplina la ricongiunzione dei contributi da versamenti effettuati in differenti enti previdenziali, consentendo di trasferirli in un’unica gestione, quella finale di appartenenza del lavoratore. Questo processo, che comporta il pagamento di un onere di riscatto, consente al lavoratore di ottenere una pensione calcolata interamente sulla base dell’ente in cui sono confluiti tutti i contributi. La differenza rispetto ad altre operazioni, come il cumulo e la totalizzazione, è che queste ultime non richiedono alcun pagamento, ma ognuna mantiene la propria quota di pensione separata.

Per ulteriori dettagli sulla ricongiunzione dei contributi, si rimanda all’approfondimenti sulla ricongiunzione veloce dei contributi in gestione separata.

Come si applicano i coefficienti 2026

I nuovi coefficienti per il calcolo della ricongiunzione contributi 2026 sono stati aggiornati in base all’indice Istat dei prezzi al consumo per l’anno 2025, che risulta pari all’1,4%. L’INPS ha quindi aggiornato le tabelle applicabili nel 2026 sia per chi paga le rate sia per chi opta per il pagamento in un’unica soluzione.

  • Per i lavoratori che pagano a rate, il debito totale da rateizzare deve essere moltiplicato per il coefficiente indicato nella tabella I in base al numero delle rate mensili concesse. In questo caso, l’importo di ciascuna rata è soggetto agli aggiustamenti previsti per l’inflazione.
  • Per coloro che scelgono di versare l’intero importo in un’unica soluzione, il pagamento dovrà seguire il coefficiente riportato nella tabella II, selezionando il numero di rate che avrebbero dovuto essere pagate. La somma da versare, calcolata alla data di scadenza dell’ultima rata pagata, si determina moltiplicando l’importo della rata per il coefficiente indicato nella tabella.

Un esempio pratico di applicazione

Immaginiamo un lavoratore che ha scelto di ricongiungere i propri contributi e deve versare un importo a rate. Se l’importo delle rate mensili è, ad esempio, di 100 euro e il numero delle rate concesse è pari a 10, il coefficiente applicato sulla base dell’inflazione farà aumentare l’importo totale da pagare a causa del valore dell’inflazione annuale.

In caso di pagamento in un’unica soluzione, invece, la somma totale dovrà essere calcolata in base alla differenza tra le rate originariamente concesse e quelle già versate, applicando il coefficiente per determinare l’importo finale da versare.

Come si applicano i coefficienti 2026

I coefficienti per il calcolo della ricongiunzione contributi 2026 sono stati aggiornati in base all’andamento dell’inflazione. L’INPS ha pubblicato le tabelle con i coefficienti da applicare in base al numero di rate concesse. I lavoratori che scelgono il pagamento a rate devono utilizzare questi coefficienti per determinare l’importo mensile da versare. La corretta applicazione dei coefficienti evita errori nel calcolo e garantisce che il debito venga saldato nei tempi previsti.

Per una visione più dettagliata dei coefficienti e delle tabelle applicabili, si rimanda alla circolare INPS 5/2026.