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Età pensionabile: le nuove stime Istat fino al 2067

di Barbara Weisz

23 Ottobre 2025 08:44

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L'età pensionabile salirà a 68 anni e 11 mesi nel 2050 mentre nel 2067 ci vorranno 70 anni per andare in pensione: le nuove stime Istat.

Mentre la Manovra innalza di un mese l’età pensionabile dal 2027 rimandando all’anno successivo la rimanente quota di scatto, l’Istat pubblica le stime per i prossimi decenni nelle sue “Previsioni delle forze di lavoro al 2050”.

In base agli attuali trend sulle aspettative di vita ed al progressivo invecchiamento della popolazione, tra venticinque anni si andrà in pensione a 68 anni e 11 mesi (rispetto ai 67 anni attuali), con l’età pensionabile che raggiungerà i 70 anni nel 2067.

Pensioni e aspettative di vita

L’aumento dell’età pensionabile dipende dalle statistiche sulle aspettative di vita alla nascita, che risultano in aumento per entrambi i sessi: secondo lo scenario mediano, nel 2050 la speranza di vita raggiungerà per i maschi 84,3 anni (dagli 81,7 del 2024) e per le femmine 87,8 anni (dagli 85,6 del 2024). La Ragioneria generale dello Stato prevede che, di conseguenza, il requisito anagrafico per l’accesso al pensionamento di vecchiaia salga a 68 anni e 11 mesi nel 2050.

L’impatto sull’età pensionabile

Oggi la pensione di vecchiaia si raggiunge a 67 anni. Il requisito è di norma rivisto ogni due anni, in base alle statistiche aggiornate sulle speranze di vita. Il prossimo adeguamento non si conosce ancora: sarà calcolato dall’Istat, molto probabilmente destinato ad attestarsi a tre mesi. La Manovra 2026 ha già deciso di spalmare lo scatto in un biennio, stabilendo che nel 2027 si applichi un mese in più rispetto all’attuale requisito e che i restanti (i due ulteriori o quanti saranno effettivamente) nel 2028.

Per gli anni a venire, a legislazione vigente, i nuovi scatti di applicheranno ogni successivo biennio. Rispetto agli attuali 67 anni, in base alle simulazioni, da qui al 2050 l’età pensionabile aumenterà di un anno e 11 mesi. Nel 2067, l’età pensionabile si porterà a 70 anni, ben tre anni più tardi rispetto ad oggi.

L’impatto sulla pensione anticipata

Gli adeguamenti non riguardano solo le pensioni di vecchiaia ma anche quelle anticipate. Attualmente ci vogliono 42 anni e dieci mesi per gli uomini e 41 anni e dieci mesi per le donne. Nel 2050, sulla base di un adeguamento totale di un anno e 11 mesi, la pensione anticipata si raggiungerà a 44 anni e nove mesi per gli uomini e 43 anni e nove mesi per le donne. Nel 2067, sempre a legislazione invariata, la pensione anticipata richiederà 45 anni e dieci mesi ai lavoratori e 44 anni e dieci mesi alle lavoratrici.

L’invecchiamento della popolazione

Nei prossimi decenni la quota di anziani over 65 anni sul totale della popolazione potrebbe aumentare dal 24,3% del 2024 al 34,6% del 2050. Significa passare da uno su quattro a più di una persona anziana ogni tre individui. La quota di persone di 15-64 anni scenderà invece al 54,3%, dal 63,5% del 2024. In compenso aumenta il tasso di attività della popolazione rispetto a oggi, proseguendo in un trend che vede aumentare la partecipazione femminile al mercato del lavoro.