Turismo e commercio: esonero contributi INPS a chi non licenzia

di Barbara Weisz

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Esonero contributivo 2021 per imprese del turismo e del commercio, ma abbinato ad un blocco dei licenziamenti: l'incentivo nel Decreto Sostegni bis.

C’è un incentivo anti licenziamenti nel Decreto Sostegni bis, limitato alle imprese del turismo e commercio, che beneficiano di uno sgravio contributivo parametrato alla cassa integrazione applicata nel primo trimestre 2021. E’ una delle agevolazioni del pacchetto dedicato a lavoro e politiche sociali. In pratica, è uno sconto sulla contribuzione che però, se utilizzato, fa scattare il divieto di licenziamento fino al 31 dicembre 2021. Riguarda le imprese dei settori del turismo, degli stabilimenti termali e del commercio e si applica a partire dall’entrata in vigore del decreto (ancora attesa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale).

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Si tratta di un esonero sul versamento dei contributi previdenziali con l’esclusione dei premi INAIL, utilizzabile fino al 31 dicembre 2021. La decontribuzione è applicabile fino a una cifra pari al doppio delle ore di cassa integrazione salariale già fruite nei mesi di gennaio, febbraio e marzo 2021, riparametrato su base mensile. I datori di lavoro che lo utilizzano, non possono effettuare licenziamenti per giustificato motivo oggettivo nel 2021 (si applicano le regole sullo stop ai licenziamenti previste dall’articolo 8, commi da 9 a 11, del dl 41/2021).

L’eventuale violazione del blocco dei licenziamenti da parte del datore di lavoro che utilizza il beneficio contributivo comporta la revoca dell’agevolazione con effetto retroattivo (quindi vanno restituite le somme utilizzate) e l’impossibilità di chiedere la cassa integrazione Covid.

L’agevolazione è cumulabile con altri esoneri o benefici contributivi e la misura è finanziata con 770 milioni di euro (il monitoraggio spetta agli enti previdenziali, per l’operatività bisogna però attendere autorizzazione della commissione UE).