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RDC Card: come funziona la Carta Reddito di cittadinanza

di Barbara Weisz

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RDC CARD, prepagata con Reddito di Cittadinanza caricato mensilmente: spesa, pagamenti e prelievi ammessi, credito non speso sottratto il mese dopo.

La RDC Card è simile ad una Poste Pay: di colore giallo, riporta un codice numerico (sedici cifre), il logo Mastercard e Poste Italiane, il chip. Non si distingue da una qualsiasi carta di pagamento e non contiene alcun riferimento al Reddito di Cittadinanza per ragioni di privacy. Funziona come una prepagata: ogni mese viene caricato il sussidio, con precise regole di spesa. Prime tessere distribuite in aprile.

La RDC Card è stata presentata dal Ministro Di Maio e dal premier Conte, insieme al sito del Governo dedicato al reddito di cittadinanza, con le informazioni necessarie ad inoltrare la domanda, funzionalità attiva online dal 6 marzo (dopo il quinto giorno di ciascun mese).

Come averla

  1. Il beneficiario presentato domanda di reddito di cittadinanza.
  2. Le informazioni sono comunicate all’INPS entro 10 giorni lavorativi.
  3. L’INPS verificare il possesso dei requisiti entro i successivi 5 giorni.
  4. In caso di esito positivo, l’INPS comunica presso quale ufficio postale ritirare la Carta di pagamento elettronica (Carta Reddito di cittadinanza), attualmente emessa da Poste Italiane.
  5. Da quel momento la carta viene ricaricata mensilmente.
  6. Il beneficio deve essere fruito entro il mese successivo a quello di erogazione.
  7. i beneficiari godono anche delle agevolazioni sulla bolletta elettrica e del gas riconosciute alle famiglie svantaggiate.

Come usarla

E’ possibile fare acquisti di base (beni di consumo), pagare utenze,  effettuare un bonifico mensile per pagare l’affitto o il mutuo, ritirare contanti entro un determinato limite (100 euro al mese per un single, cifra che può essere moltiplicata per la scala di equivalenza per i nuclei familiari, con soglia massima 210 euro). E’ vietato usare la RDC CARD per attività di gioco che prevedono vincite in denaro.

Ci sono poi dei paletti alla possibilità di “risparmio”, nel senso che tendenzialmente la somma erogata a titolo di sussidio va spesa entro il mese. Il credito non utilizzato (non speso o prelevato) viene sottratto dalla mensilità successiva nei limiti del 20% (ad eccezione degli importi ricevuti a titolo di arretrati).

C’è poi un ulteriore controllo semestrale, per cui viene decurtata l’intera somma eventualmente non spesa nel semestre, fatta eccezione per una mensilità di beneficio riconosciuto.

Sul sito ufficiale ci sono anche delle FAQ sul beneficio.