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Quanto prenderò di pensione: ecco le stime

di Redazione PMI.it

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I pensionati di domani riceveranno un assegno previdenziale dimezzato rispetto alla busta paga: le previsioni per le pensioni future dei giovani di oggi non sono affatto rosee e in pochi possono permettersi la pensione complementare.

In attesa di sapere come evolverà il sistema previdenziale italiano con la Riforma delle Pensioni che il governo dovrebbe inserire nella prossima Legge di Bilancio, l’INPS tira le somme sulle pensioni erogate nel corso dell’anno e delle entrate contributive incassate. Si tratta di 227 miliardi di contributi versati, che non bastano a coprire quanto pagato agli attuali pensionati.

I conti 2018

Numeri che fanno riflettere i giovani lavoratori di oggi, trentenni e quarantenni, ma anche quelli di domani oggi ventenni, che si interrogano su quale sarà il proprio futuro pensionistico, chiedendosi a quanto potrebbe ammontare il proprio assegno previdenziale tra 40 anni, o addirittura se mai avranno una pensione.

Pensioni future dimezzate

E le previsioni non sono affatto rosee: secondo i calcoli della Ragioneria di Stato, i giovani che hanno iniziato a lavorare 10 anni fa percepirannofino a 400 euro in meno di pensione rispetto ai canoni attuali.

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Nel 2040:

  • con 40 anni di contributi si percepirà un assegno previdenziale pari al 64,7% dell’ultima retribuzione,
  • con 30 anni di contributi l’assegno sarà pari al 48% della busta paga (che dunque di fatto sarà dimezzata).

Ad esempio, un insegnante che oggi andasse in pensione dopo 40 anni di servizio come docente di scuola media potrebbe contare su un assegno previdenziale di 1.550 euro al mese (regime retributivo); nella stessa situazione, nel 2036 l’assegno scenderebbe a 1.200 euro (regime contributivo).

Andamento gestioni

La situazione peggiora notevolmente per i giovani lavoratori che oggi lavorano perlopiù con contratti a tempo determinato, atipici, in modo precario o addirittura senza contratto.

L’unico paracadute sembra essere quello di investire in una forma di pensione integrativa, che però spesso risulta poco sostenibile per colpa delle basse retribuzioni.