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Grom oltre la frontiera del Made in Italy

di Barbara Weisz

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Da una piccola gelateria di Torino al mercato internazionale grazie allo shopping straniero: il percorso imprenditoriale di Federico Grom e Guido Martinetti è paragonabile a quello dei ragazzi d’oro della Silicon Valley.
L’azienda Grom, fondata nel 2003, in un decennio diventata fiore all’occhiello del Made in Italy alimentare fino ad essere acquisita dal colosso Unilever.

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Fossimo stati in California, l’avventura imprenditoriale di Gromsarebbe forse proseguita con la campanella di Wall Street. In Italia, invece, succede (per l’ennesima volta) che un marchio del Made in Italy viene acquistato da un colosso straniero. Il marchio Grom (67 negozi nel mondo, 650 dipendenti, 26,9 milioni di euro di fatturato), resterà comunque autonomo e l’azienda continuerà a essere gestita dai due fondatori.

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L’impegno di Grom, sottolinea Martinetti, è quello di continuare a «utilizzare i migliori ingredienti provenienti dalla nostra azienda agricola biologica Mura Mura e quelli realizzati dai nostri fornitori» e di mantenere «la produzione a Torino». Federico Grom definisce il passaggio di proprietà

«un traguardo importante che ci permette di realizzare le nostre ambizioni. Unilever è una realtà internazionale con importanti radici in Italia e una forte conoscenza del nostro mercato, dove è presente da 50 anni. Riteniamo che Unilever, con la quale condividiamo valori fondamentali, come la cura della qualità e della filiera agricola, sia il partner giusto per fare un ulteriore passo in avanti, e portare così il nostro brand ed i nostri prodotti in nuovi paesi».

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