Rinnovabili in Italia, il 45% nel 2030. AIRI: investire 600 mln

di Alessandro Vinciarelli

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Nel 2030, le fonti rinnovabili potrebbero soddisfare fino al 45% fabbisogno energetico. Per l'AIRI, bisogna investire almento 600 milioni nella ricerca green, anche da parte dei privati

Uno studio presentato dalla Fondazione Sviluppo sostenibile dimostra come la produzione di energia da fonti rinnovabili, nel 2030, potrebbe interessare dal 39 al 45% dei consumi del Paese: un boom “green” che potrebbe portare a uno scenario produttivo davvero eco-sostenibile, in cui il Nucleare non troverebbe più alcuna giustificazione, secondo il Rapporto “Scenari elettrici post crisi al 2020 e 2030“.

Per trainare la ripresa economica, dopo una crisi che non vuole passare, la parola d’ordine è dunque investire in Innovazione e nelle fonti energetiche rinnovabili.

L’AIRI (Associazione italiana per la ricerca industriale) ha quantificato tale esigenza in 600 milioni nei prossimi tre anni, necessari per far sì che l’Italia diventi uno dei protagonisti europei del mercato energetico.

L’appello, espresso durante la “Giornata AIRI per l’innovazione industriale“, si motiva sugli ingiustificati costi dell’energia in Italia.

Nel nostro Paese le materie prime vengono acquistate a caro prezzo dall’Estero, invece che essere prodotto in Italia con investimenti lungimiranti. Il focus deve essere dunque sulle fonti rinnovabili, che necessitano anche investimenti privati (almeno il 60-70%) per dare vigore allo sviluppo e all’industrializzazione.

Ridurre le emissioni di CO2, individuare le più adatte fonti rinnovabili e rendere più efficienti i sistemi già esistenti porterà il duplice vantaggio di ridurre l’impatto ambientale e di colmare il gap competitivo rispetto al resto d’Europa.

L’evento è stata anche l’occasione per mettere in vetrina i buoni esempi da seguire, come il caso di Eni, alla quale è stato assegnato il premio per l’innovazione Oscar Masi 2009 per il proprio progetto di ricerca che permette di aumentare l’efficienza delle celle solari fotovoltaiche al silicio mediante un sistema basato su materiali fluorescenti.

Tra le ricerche in atto della società ci sono inoltre le celle solari polimeriche che dovrebbero portare a maggiore flessibilità, ad una più alta efficienza e a dimensioni e costi di produzione inferiori.

Sul fronte dello sfruttamento dell’energia eolica e del mare è stato invece presentato il progetto di Enel. La società sta infatti sviluppando pale intelligenti capaci di modificare il loro profilo aerodinamico in base al cambiamento delle condizioni ambientali, grazie a dei sensori, e dei meccanismi che generino elettricità sfruttando il movimento delle maree oppure trasformando in energia la differenza di concentrazione di sale o della temperatura dell’acqua a diverse profondità.

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