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Rinnovabili per il 30% delle Pmi, ma a rischio gli incentivi

di Alessandro Vinciarelli

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Nonostante l'ottima evoluzione delle energie rinnovabili un nuovo decreto legge potrebbe determinare forti tagli agli incentivi. La causa principale è la poca sostenibilità economica

La produzione e l’utilizzo di energie rinnovabili è in crescita in Italia, anche grazie ai finanziamenti, previsti da norme e accordi. Del libero mercato dell’energia godono anche le Pmi: le piccole imprese che hanno scelto di aderire ad offerte commerciali alternative sono infatti il 30%.

Tuttavia, il Governo è deciso a tagliare gli inventivi, come si evince dall’ultima bozza del “Conto Energia“.

In base alla bozza che riforma il meccanismo, il primo taglio del 20% arriverà a fine 2010, seguito da un successivo taglio del 6% per il 2012.

Le motivazioni addotte? Per prima cosa, le “troppe agevolazioni attualmente in essere”, che risulterebbero superiori agli altri paesi UE e sarebbero solo una compensazione delle attività amministrative e dei costi maggiorati imposti dagli operatori delle energie rinnovabili.

In secondo luogo, come sottolineato nella relazione al Parlamento dell’Autorità per l’Energia, il rischio dei rincari in bolletta proprio a causa dell’incentivazione sulle fonti rinnovabili.

L’energia verde potrebbe infatti pesare per circa due euro/mese sulle bollette dei cittadini. Il Governo sembra dimenticare, però, sia il risparmio sui consumi nel medio periodo che l’abbattimento dell’impatto ambientale

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