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Quinto Conto Energia: le richieste dei sindacati

di Francesca Vinciarelli

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Quinto Conto Energia e decreto Rinnovabili Elettriche diverse dal Fotovoltaico: le proposte di CGIL, CISL e UIL alla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, in attesa degli Stati generali delle Rinnovabili.

Sul Quinto Conto Energia e sul Decreto Rinnovabili Elettriche diverse dal Fotovoltaico – aspettando gli Stati generali delle Rinnovabili –  i sindacati CGIL, CISL e UIL hanno presentato al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, Vasco Errani, le proprie proposte di modifica.

Confronto

Ancora una volta, tra le principali critiche mosse al governo Monti c’è la mancanza di dialogo con le parti sociali.

Nella lettera si legge infatti che anche in occasione della revisione degli incentivi al Fotovoltaico e alle altre fonti rinnovabili è «mancata possibilità di sviluppare qualsiasi confronto preventivo con il Governo sui decreti riferiti al Quinto Conto energia e Rinnovabili elettriche non fotovoltaiche».

Formazione professionale sulle Rinnovabili

Tra le proposte delle tre sigle sindacali c’è quindi quella di un maggiore e migliore confronto, ma anche l’avvio di un programma di formazione professionale sul tema delle energie rinnovabili e dello sviluppo dell’efficienza energetica, peraltro già promosso da tempo dall’UE.

Certezza per Fotovoltaico e Rinnovabili

Come le Associazioni delle rinnovabili, i sindacati chiedono l’istituzione di un Piano Energetico Nazionale e una grande Conferenza nazionale sull’Energia per dare certezza in tema di approvvigionamenti; crescita; autonomia energetica; contenimento e riallineamento dei costi dell’energia alla media europea; soddisfacimento degli impegni presi a livello europeo (CO2, sviluppo, efficienza e risparmio).

Risorse per il Quinto Conto Energia

Viene poi chiesta una riduzione meno drastica delle risorse a disposizione del Quinto Conto Energia, e il ricorso alle entrate dello Stato derivanti dallo sviluppo delle stesse rinnovabili (es. la vendita dei diritti di emissioni della CO2), piuttosto che alle bollette di imprese e cittadini.

Prodotti Made in EU

Anche i sindacati chiedono che vangano preservati i premi concessi agli impianti che utilizzano prodotti Made in EU, a chi sostituisce le coperture in amianto con impianti fotovoltaici.

Registro impianti

Per quanto riguarda i registri per gli impianti, si propone di differenziarne l’introduzione in base alla tipologia di utenti, ovvero in caso di impianti installati da famiglie si potrebbe partire dalle potenze superiori a 12 Kw, per plurifamiglie o condomini  a partire da 100 Kw  e per le PMI  sopra i 200Kw.

Un altro meccanismo proposto prevede un limite generale per il registro a partire da impianti sopra i 100 Kw.

In ogni caso viene proposta l’estensione degli impianti fotovoltaici realizzati da Enti Pubblici e PA e prorogare l’entrata in vigore del nuovo meccanismo di incentivazione.

Certificati Verdi

Da rivedere poi anche il nuovo meccanismo per i Certificati Verdi che per le produzioni dell’anno 2011 prevede un sistema in tre rate, invece del classico da parte del GSE entro maggio ed il pagamento entro giugno 2012.

Il differimento del riacquisto dei Certificati Verdi, ravvisano i sindacati, comporterebbe metterebbe a serio rischio soprattutto gli impianti eolici, rendendo impossibile per gli imprenditori la riprogrammazione dei contratti di finanziamento.

Aste

Infine il nodo aste: serve flessibilità nel primo anno di applicazione di avvio di questo meccanismo delle aste, facendolo partire non prima di luglio 2013, per non bloccare la messa in opera degli impianti aspettando che vengano definite le procedure. Si chiede poi che la soglia delle aste per impianti eolici, idroelettrici e geotermoelettrici venga portata sopra i 50MW.

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