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Impianti fotovoltaici, convenienti per le Pmi

di Alessia Valentini

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Intervista a Pietro Dalla Torre, consulente per la Pentera srl ed esperto di tematiche ambientali, sugli aspetti connessi alla realizzazione di piccoli impianti fotovoltaici ad uso aziendale

PMI.it ha incontrato l’esperto Pietro Dalla Torre per analizzare costi e benefici di un impianto fotovoltaico in azienda, alla luce del contesto di riferimento in cui l’Italia si sta muivendo in seguito alla legge europea L140/16 del 5/6/2009 (Normativa 20-20-20) che prevede entro il 2020 la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 e la parallela introduzione di una soglia minima del 20% per l’energia da fonti rinnovabili consumata nei paesi CEE.

Attualmente l’Italia produce il 15% da fonti rinnovabili compresa l’energia idroelettrica, ma nei prossimi anni sarà necessario installare almeno 25MWp di apparati per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Per centrare l’obiettivo serve il contributo di tutti: se ognuno produrrà 1-2 KWp sarà possibile portare il Belpaese al livello richiesto dall’Europa. In questo senso, il fotovoltaico ben si presta allo scopo.

Puntare sulle energie rinnovabili, non va dimenticato, consentirà all’Italia anche un incremento occupazionale: fino a 100mila nuovi posti di lavoro nei prossimi 10 anni.

L’Ing. Dalla Torre ci spiega che un impianto fotovoltaico, con la tecnologia attuale, comporta una resa dei pannelli pari al 20% circa. Quindi, per produrre 1KWp (Kilowatt potenziale) è necessario coprirvi 10 mq di terreno. Tuttavia, una sola ora di sole su 10mq di pannelli produce 1KW, e se pensiamo ad esempio al Sud d’Italia, si capisce immediatamente perché sia possibile produrre in un anno quasi 2.000 KW/h.

 

Allora, perchè conviene istallare un impianto fotovoltaico? Secondo Dalla Torre, i vantaggi risiedono in prima battuta in un approccio culturale di tipo etico-ecologico a beneficio dell’ambiente (concetto già totalmente acquisito dai nord europei che hanno installato molti più impianti eco-compatibili e basati su energie rinnovabili).

Poi, ovviamente, si devono considerare le motivazioni economiche ed in particolare gli incentivi governativi. Infatti, i costi iniziali di realizzazione possono essere mediamente alti ma tutta l’operazione risulta conveniente in una prospettiva di Ritorno di investimento (ROI) pluriennale di 15-20 anni.

Èdifficile stimare con precisione il costo di realizzazione di un impianto fotovoltaico, perché le variabili sono diverse: dimensione impianto, sua complessità, quantità di energia da produrre, ecc. In genere, il 70% circa dei costi sono legati ai prezzi dei pannelli, che sono comunque variabili e direttamente proporzionali alla resa energetica e alla garanzia di durata: maggiore la resa, maggiore la garanzia di durata nel tempo e quindi più alto il costo.

Fino al 2009 i pannelli migliori erano prodotti in Germania, poi la Cina ha immesso sul mercato pannelli di buona qualità a prezzi così ridotti da essere diventati subito concorrenziali permettendo di fatto il calo dei costi dell’intero sistema.

Oggi un impianto da 3 KWp ha un costo inferiore ai 15mila euro (circa 3mila euro in meno dello scorso anno) ed è anche possibile farsi finanziare da banche che erogano mutui ad hoc a questo tipo di iniziative.

Fondamentale resta la possibilità di ammortizzare l’intero costo in 6-8 anni grazie agli attuali incentivi del Governo. In aggiunta il Conto Energia garantisce un contributo per 20 anni, e quindi per i successivi 12 anni tutti i ricavi di produzione costituiscono un guadagno certo per il cittadino o per l’impresa che decidesse di installare un impianto fotovoltaico. 

Come ci spiega l’Ing Dalla Torre, tanto per il privato cittadino quanto per le Pmi, la principale normativa di riferimento è proprio il Conto Energia, che garantisce a chi produce energia elettrica attraverso un impianto fotovoltaico, un incentivo che varia in funzione della dimensione dell’impianto stesso e in base al fatto che sia integrato o meno in edifici preesistenti o poggiato a terra.

Seguendo la tabella incentivi presente sul sito del Conto Energia, se ad esempio si volesse realizzare un piccolo impianto da 3 KWp sul tetto della propria azienda, per ogni KWh prodotta si avrebbe per 20 anni un contributo di circa 0,48€. Nel Mezzogiorno, con un impianto da 3KWp si può contare su 2000 ore di sole e incassare ogni anno 2880 euro (2000 x 3 x 0,48 euro).
In aggiunta è possibile rivendere all’Acquirente Unico (Società per azioni del gruppo Gestore dei Servizi Energetici GSE SpA) l’energia prodotta a un prezzo che si aggira intorno a 0,09€/KWh.

La tabella incentivi utilizzata è  applicabile solo agli impianti che saranno connessi alla rete e resi funzionanti entro il 31/12/2010, ma ovviamente per il futuro, il Governo si appresta ad emanare un nuovo piano incentivante. 

Perché una Pmi dovrebbe adottare e implementare un sistema fotovoltaico? Per una duplice ragione: migliorare lo stato dell’ambiente ed entrare nel business nelle energie rinnovabili.

Ovviamente, le imprese favorite sono quelle che possiedono spazi ampi sia in termini di terreni che di estensione dei tetti, dove è possibile realizzare un impianto fotovoltaico per accedere immediatamente agli incentivi del Conto Energia se entrasse in funzione entro il 2010.

In un momento di congiuntura negativa come questo, si potrebbero avere perplessità legate ai costi iniziali di installazione. Tuttavia sono diversi gli enti finanziari interessati a supportare progetti come questi, che presentano una buona e duratura redditività.

Una conferma in questo senso viene dal nostro esperto, che solitamente si occupa di queste problematiche attraverso i servizi di consulenza tecnica e amministrativa offerti mediante la Pentera srl.

L’Ing Dalla Torre cita un interessante esempio di enti finanziari interessati: i Fondi di investimento stranieri che si sono rivolti alla Pentera per individuare e realizzare impianti di MWp o decine di MWp (ovvero impianti generalmente Medi o Grandi).

Se persino questi attori stranieri trovano la convenienza in un investimento così apparentemente complesso, certamente le Pmi italiane non possono lasciarsi sfuggire l’occasione di rendere una parte della propria impresa e del proprio paese produttiva, remunerativa ed eco-compatibile.

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