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Bolletta elettrica: cosa cambia per privati e imprese

di Barbara Weisz

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Riforma 2016 delle tariffe in bolletta elettrica: costi legati al consumo reale, meno spese fisse, niente scaglioni per le famiglie, nessuna novità per le imprese: nuove regole e calcoli.

Parte dal 2016 la riforma delle tariffe elettriche, che semplifica la bolletta razionalizzando i costi fissi (oggi il 40% della spesa): la tariffa unica riguarda solo le famiglie, mentre per PMI, altre imprese e utenze diverse da quelle domestiche il sistema tariffario resta quello attuale (comprese le misure taglia bollette del Dl Competitività 2014). Per i privati, nel giro di tre anni sarà portata a termine l’attuazione della Direttiva UE 27/2012 recepita dal DL 102/14, per garantire trasparenza e costi basati sul consumo reale.

=> Bolletta elettrica PMI: impatto del Dl Competitività

Oggi il 60% della bolletta elettrica è legato ai consumi, il restante 40% è rappresentato dai costi fissi (di rete e di sistema). L’attuale sistema a scaglioni e costi differenziati per la parte fissa della bolletta elettrica sarà dunque oggetto di semplificazione. Di fatto, scenderà per tutti il peso dei costi fissi, che saranno calcolati in maniera lineare (senza differenziazioni). Semplificate anche le altre voci in bolletta, rendendo il documento più trasparente.

Riforma bolletta

Quando la riforma sarà a regime, a fine 2018, la parte di bolletta che dipenderà dall’energia consumata salirà al 75%, con la riduzione dei costi fissi al 75%, uguali per tutti. Saranno tutelate le famiglie a basso reddito, attraverso un ammortizzatore che ridurrà qualsiasi effetti negativo. La riforma è graduale: nel 2016 sara ridotta del 25% l’entità dei sussidi incrociati della parte fissa della bolletta, nel 2017 ci sarà la piena applicazione della tariffa non progressiva sui servizi di rete e sarà effettuato il primo intervento sugli oneri di sistema, nel 2018 la riforma entrerà a regime.

Il risultato, spiega l’Authority per l’Energia, è che ogni utente:

«pagherà in modo equo per i servizi che utilizza e la gradualità permetterà di evitare eccessivi effetti su chi oggi con bassi consumi paga un po’ meno: ora andrà a pagare l’esatto corrispettivo per il servizio che usa, non più agevolato, ma congruente con i costi. Per tutti gli altri, chi deve consumare di più, ad esempio le famiglie numerose o chi abita in aree non metanizzate, ci sarà una sostanziale riduzione del sovra-costo fino ad oggi sopportato».

Calcolo tariffa

Ecco i calcoli sull’impatto della riforma su diverse tipologie di famiglia. L’utente medio (consumi medi di 2.700 kWh all’anno e una potenza di 3 kW) spenderà 0,9 euro in più al mese nel 2016, 0,09 euro nel 2017 e 0,76 euro al mese nel 2018, per una variazione totale stimabile tra gennaio 2015 e 2018 di +21 euroLa spesa media annuale passerebbe così dai 505 euro a 526 euro. Per le famiglie numerose (consumi medi di 3.200 kWh/anno), il risparmio stimato complessivo in questi tre anni sarebbe di circa 46 euro, poiché la bolletta annua scenderebbe dai 668 euro a 622 euro. Le famiglie monocomponenti non bisognose, con ad esempio consumi medi di 1.500 kWh/anno, registrerebbero gradualmente un impatto, comprensivo di tasse, di 2 euro al mese nel 2016, di 3,7 euro al mese nel 2017 e di 0,6 euro al mese nel 2018, con la spesa media che passerebbe da 256 euro nel 2015 a 334 euro nel 2018 (+78 euro).

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