Private Equity: diffidenza tra le Pmi italiane

di Noemi Ricci

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Uno studio condotto da Global Strategy sulle Pmi italiane eccellenti conferma il pregiudizio sul Private Equity: le imprese migliori in Italia ne fanno a meno, mentre solo il 5% ricorre ai fondi

Il Private Equity è uno strumento in grado di aiutare realmente le Pmi? Per rispondere a questa domanda Global Strategy ha realizzato uno studio sula presenza di fondi o soggetti finanziari in 12mila aziende eccellenti (fatturato tra 20 e 150 milioni) di piccole e medie dimensioni in Italia.

Le risultanze? Il Private Equity non è oggi di particolare sostegno alle Pmi, dato che a farne ricorso sono solo 11 Pmi su 194, tra quelle che rappresentano il meglio dell’industria italiana.

Secondo quanto emerso, è considerato strumento sopravvalutato: di fatto, il 95% delle imprese eccellenti in Italia fa a meno di avere nel proprio azionariato la presenza dei fondi.

Tra le 384 imprese a campione che possiedono debiti maggiori rispetto al settore di riferimento, la presenza di operatori finanziari raddoppia al 10% (40 società).

L’altro dato da leggere nello studio è la diffidenza degli imprenditori del nostro Paese ad aprire le aziende ad azionisti esterni: il 40% degli imprenditori intervistati dichiara di non essere intenzionato ad aprire il capitale, il 60% pensa ad un socio industriale, con l’82% dei favorevoli all’ingresso di terzi in azienda.

Per approfondimenti, appuntamento il 20 luglio a Milano per la presentazione dei risultati dell’Osservatorio PMI di Global Strategy.

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