Banche italiane, i più alti interessi in Europa

di Noemi Ricci

scritto il

Nel 2009, le banche italiane hanno concesso più credito alle imprese rispetto agli altri istituti euroepi, ma solo alle grandi aziende e con interessi alle stelle

Nonostante in Italia sia evidente la relazione difficile tra istituti di credito e mondo dell’imprenditoria, i dati elaborati nell’ultimo studio sul rapporto tra banche e imprese della Boston Consulting Group rivelano come nel nostro Paese gli istituti di credito siano rimasti più vicini alle aziende rispetto alle concorrenti europee. Peccato che a beneficiarne siano state imprese clienti con fatturati superiori ai 5 milioni e non le Pmi.

Le banche italiane hanno ottenuto nel 2009 l’87% dei ricavi erogando alle aziende finanziamenti mediante divisioni di corporate banking (rispetto a una media europea del 71%).

Tuttavia, c’è da sottolineare che in Italia il credito viene erogato con margini più elevati, cioè con utili pari al 15% del capitale regolamentare, ottenendo ricavi maggiori rispetto alla media europea, dove la stessa percentuale è del 12%.

Dunque se è vero che le imprese italiane hanno continuato a ricevere finanziamenti da parte delle banche, anche in un anno caratterizzato da una profonda crisi come il 2009, è anche vero che hanno dovuto pagare tassi d’interesse più elevati (spread medio di 214 punti base, contro i 172 europei e i 174-202 mondiali).

In più le banche italiane sembrano essere le più brave a valutare i rischi e a “prezzarli”, facendo pagare interessi più elevati alle imprese ritenute più rischiose e andando in vece a favore delle imprese virtuose. In Italia il rapporto medio in tre anni tra le perdite sui finanziamenti e il totale degli impieghi è stato dello 0,64%, contro lo 0,83% in Europa e lo 0,75-0,82% nel resto del mondo.

Sono state 100 le banche a livello mondiale prese in considerazione dallo studio di Boston Consulting Group, delle quali 5 italiane e quasi 50 europee.

In generale, nel 2009 è stata evidenziata una brusca frenata del credito, passando dal +21% del 2008 ad una crescita praticamente rasente lo zero. In particolare in Italia si è passati dai 1.760 miliardi di fine 2008 ai 1.800 miliardi di fine 2009, dove considerando che lo stop del Pil rivela, secondo il partner e managing director di Boston Consulting Gennaro Casale, come non si possa parlare di credit crunch.

Le banche italiane risultano invece molto indietro rispetto a quelle europee in quanto a servizi alle imprese come quelli di cash management.

I Video di PMI

Quali sono i contenuti migliori per Google?