Tremonti-Ter: il costo ostacola la riapertura

di Alessandro Vinciarelli

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Per riaprire i termini della Tremonti-er - l'agevolazione che prevede una detassazione sui costi per l'acquisto di nuovi macchinari - è indispensabile sciogliere il problema dei costi dell'operazione per lo Stato. Possibile un tetto

Il Governo cercare la strada per la riapertura della Tremonti-Ter, che prevede l’esclusione dall’imposizione sul reddito d’impresa del valore degli investimenti in macchinari e apparecchiature nuovi. L’agevolazione, entrata in vigore con la legge di conversione n. 102 del 3 agosto 2009, consente di beneficiare di una detassazione Irpef/Ires pari al 50% dei costi per l’acquisto ma ormai è in scadenza il prossimo 30 giugno.

Tuttavia, per riaprire i termini, è indispensabile sciogliere alcuni dubbi circa la sostenibilità economica dell’operazione, che potrebbe essere coperta in parte con l’aumento dell’accisa sugli alcolici.

Questa la proposta della Maggioranza per consentire il prosieguo del percorso, in attesa di un pronunciamento della Ragioneria generale dello Stato, che potrebbe risolvere la questione indicando le fonti per coprire gli oneri della manovra.

Per rendere sostenibile l’operazione, Maggioranza che Opposizione propongono l’introduzione di un tetto all’investimento in beni strumentali che, dagli emendamenti, sembra non superare i 600mila euro. Tetto che, a conti fatti, potrebbe agevolare le piccole imprese, probabilmente le uniche in grado di non superare il limite massimo di investimento agevolabile.

Tra i sostenitori della manovra il sottosegretario allo Sviluppo economico, Stefano Saglia, che evidenzia come un rinnovo della detassazione per tutto il 2010 «rappresenterebbe una vera e propria boccata di ossigeno per le imprese» ed al contempo «darebbe introiti allo stato attraverso l’aumento del gettito dell’Iva».