Fondo Centrale di Garanzia per le PMI

di Noemi Ricci

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Firmato l'accordo tra il Ministero dello Sviluppo Economico e 19 Camere di Commercio italiane che istituisce le prime sezioni speciali del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI: i dettagli dell'iniziativa per l'accesso al credito e l'internazionalizzazione delle PMI.

Alimenterà il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese con oltre 17 milioni di euro il nuovo accordo promosso dal Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza e siglato con il Ministero dello Sviluppo Economico.

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A firmare l’accordo che istituisce le prime sezioni speciali del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI in 19 Province italiane – Bari, Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Firenze, Genova, Lecco, Mantova, Milano, Modena, Monza-Brianza, Napoli, Palermo, Pavia, Salerno, Trieste, Udine e Varese – oltre al ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, c’erano i Presidenti delle relative Camere di Commercio. Successivamente sarà possibile anche per altre Camere di Commercio aderire all’iniziativa.

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I fondi così investiti porteranno, attraverso la compartecipazione tra risorse camerali e risorse statali, ad attivare risorse per 600 milioni di euro di finanziamenti a favore delle PMI dei territori aderenti.

Uno degli obiettivi è di rafforzare la crescita e competitività delle imprese italiane sui mercati internazionali, prestando particolare attenzione alle peculiarità dei sistemi economici del territorio.

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Questo avverrà grazie alle garanzie statali concesse per l’accesso al credito delle PMI che chiederanno finanziamenti alle Banche, anche per investire all’estero.

L’impresa, infatti, non riceve un contributo in denaro ma viene agevolata nell’ottenimento dei finanziamenti senza necessità di presentare all’istituto finanziario garanzie aggiuntive. Questo significa che in caso di insolvenza dell’impresa, sarà il Fondo di Garanzia a risarcire la banca.

Le garanzie verranno canalizzate attraverso la rete dei Confidi, che potranno contare tra l’altro su tempi di istruttoria molto brevi e procedure semplificate. Le operazioni che verranno presentate a valere sulle sezioni speciali istituite con le Camere di Commercio potranno inoltre chiedere la copertura massima del finanziamento, anche in caso di future rimodulazioni. In ultima istanza potrà inoltre intervenire una garanzia dello Stato alla quale si applica il meccanismo della ponderazione zero, come stabilito dalle regole di Basilea II.

Ricordiamo che il Fondo di garanzia per le PMI, volto a sostenere lo sviluppo delle imprese di dimensione minore, è stato istituito con la legge n. 662 del 1996. Poi lo scorso 26 giugno 2012 il decreto interministeriale (adottato dal Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze) pubblicato in G.U. n. 193 del 20 agosto 2012 in attuazione delle leggi n.214/11 e 106/2011, ne ha modificato le modalità operative, definendo nuove tipologie di operazioni finanziarie che potranno essere coperte dalle garanzie statali.

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La garanzia può essere richiesta per qualsiasi tipologia di operazione direttamente finalizzata all’attività d’impresa, da tutte le PMI “economicamente e finanziariamente sane”. La garanzia diretta del Fondo copre l’80% dell’ammontare delle operazioni finanziarie per un importo massimo di 1,5 milioni di euro. Per alcune operazioni finanziarie – ad esempio quelle di durata superiore ai 36 mesi, o in caso di crediti con le PA – si può arrivare a coprire fino a 2,5 milioni di euro.