BEI, tutti i prestiti per le Pmi

di Ermanno Cece

scritto il

Supporto al credito: la Banca Europea per gli Investimenti aiuta le piccole e medie imprese a fronteggiare la crisi con una rosa di strumenti ad hoc. Vediamo i principali

Dal 2005 una delle priorità della Banca europea per gli investimenti (BEI) è supportare le Piccole e medie imprese. Creata con il Trattato di Roma del 1957 che istituiva la Comunità Economica Europea (CEE), la BEI ha finanziato le Pmi dal 1968. Fino al 2007 ha operato attraverso i seguenti strumenti forniti nei 27 Stati membri UE tramite più di 200 banche commerciali e circa 300 fondi di capitale di rischio:

  • linee di credito presso banche commerciali per l’erogazione di finanziamenti a medio-lungo termine, per investimenti delle Pmi in beni materiali
  • fondi di capitale di rischio che assumono partecipazioni nel capitale di Pmi, per lo più di quelle più innovative e con elevato potenziale di crescita, attraverso il Fondo europeo per gli investimenti (FEI)
  • garanzie bancarie fornite dal FEI per ripartire il rischio commerciale con le banche e ridurre il livello delle riserve che le stesse sono tenute a costituire in applicazione dell’accordo Basilea II, stimolando, con questa leva finanziaria indiretta, l’erogazione di prestiti bancari alle Pmi.

Già prima che la crisi esplodesse, la BEI aveva dato avvio a un’ampia consultazione degli operatori del settore, per sviluppare nuovi prodotti con caratteristiche di maggiore flessibilità e trasparenza in grado di favorire un numero maggiore di imprese. Ancor più nei mesi successivi quando, su richiesta dei Ministri delle Finanze UE, ha intensificato e meglio contestualizzato il proprio appoggio alle Pmi per fronteggiare la crisi del credito.

Il primo risultato concreto sono stati (da ottobre 2008 e fino a tutto il 2011), i nuovi Prestiti BEI a favore delle Pmi da erogare attraverso banche commerciali, con dotazione complessiva di 30 miliardi di euro.

Inoltre, per sostenere le Pmi con insufficienti garanzie bancarie, nel 2009 ha iniziato a erogare alle banche intermediarie prodotti più sofisticati con ripartizione dei rischi.

Esaminiamo ora i nuovi strumenti BEI, tralasciando quelli già menzionati e relativi ad attività di venture capital e garanzie FEI. I prestiti BEI per le Pmi sono destinati a supportare investimenti o spese necessarie per lo sviluppo di una impresa.

Prestiti

Materiali, ossia acquisto di beni strumentali o immobili escludendo in principio acquisto di terreni, a meno che non sia vitale per la realizzazione dell’operazione. Resta sempre escluso l’acquisto di terreni agricoli.

Immateriali, come il finanziamento di spese connesse ad attività di ricerca e sviluppo, creazione di reti di distribuzione (anche in altri Stato membri UE), deposito o acquisto di brevetti, costi per la cessione d’impresa, laddove l’operazione consenta la prosecuzione dell’attività economica (quando acquirente e impresa in vendita sono Pmi e l’ammontare del finanziamento non supera 1 milione di euro).

Che determinino l’aumento permanente del capitale d’esercizio necessario per sviluppare una Pmi in fase di espansione. Caratteristiche dei nuovi prestiti:

  • Costo massimo 25 milioni di euro.
  • Durata compresa fra 2 e 12 anni.
  • Importo massimo fino a 12,5 milioni di euro per singolo prestito.

I nuovi prestiti possono finanziare investimenti di imprese di ogni settore a eccezione di fabbricazione armi, gioco d’azzardo, tabacco, esperimenti su animali e attività con elevato impatto ambientale non compensabile. Esclusi anche clonazione di esseri umani e operazioni puramente finanziarie (come le acquisizioni di imprese), eccezion fatta per la cessione di imprese nella fattispecie sopra descritta.

Alle banche commerciali è demandato il compito di valutare le domande di finanziamento delle Pmi, a decidere se erogare o meno il prestito. La BEI, invece, ha il compito di accertarsi che le imprese interessate vengano puntualmente informate delle migliori condizioni finanziarie del prestito accordato grazie al suo intervento.

Altre iniziative

Per determinate operazioni, la BEI sta iniziando a intervenire anche in regime di ripartizione del rischio con l’intermediario partner, al fine di facilitare l’accesso a quei segmenti di mercato nei quali le banche hanno difficoltà di penetrazione (quelli delle Pmi per le quali il rischio è ritenuto troppo elevato o le garanzie sono considerate insufficienti).

Condividendo con la banca parte del rischio, lo strumento dovrebbe svolgere anche il ruolo di mitigare gli effetti della crisi economica garantendo alle imprese migliori condizioni di accesso al credito a medio e lungo termine.

Questa tipologia di prestito, indirizzata anche alle cosiddette mid-cap – aziende che impiegano fino a 3.000 lavoratori – finanzia progetti in campo ambientale e tecnologico aventi un valore totale non superiore a 25 milioni di euro e durata tra 3 e 12 anni.

Inoltre, sono allo studio strumenti attraverso cui la stessa BEI assume direttamente il rischio legato alla Pmi beneficiaria, parallelamente alla banca intermediaria.

Infine, BEI e Commissione europea stanno collaborando per creare un fondo paneuropeo di microcredito destinato alle piccolissime imprese, finalizzati a erogare prestiti per la costituzione e lo sviluppo di microimprese fornendo anche assistenza tecnica. Il tutto, tramite diversi istituti europei di microcredito operanti a livello locale nei paesi membri.

Accordi con banche italiane

Da fine 2008 ad oggi sono state diverse le intese siglate dalla BEI con il nostro sistema bancario al fine di facilitare l’accesso al credito delle Pmi italiane:

  • 250 mln di euro a Banca MPS (Banca Monte dei Paschi di Siena), per il finanziamento, tramite contratti in leasing, di imprese di Industria, Turismo e Servizi;
  • 200 mln di euro a Bnl Bnp Paribas per finanziare progetti, fino ad un importo massimo di 12,5 milioni di euro ciascuno, sviluppati da Pmi di Industria e Servizi;
  • 470 mln di euro al Gruppo Intesa Sanpaolo per finanziare progetti sviluppati da Pmi (300 milioni di euro) e da mid-cap per investimenti nei settori Energia, Ambiente, Ricerca e Sviluppo (100 milioni di euro); nuove tecnologie nel progetto pilota “Risk Sharing Finance Facility” (50 milioni di euro), interventi di edilizia scolastica e sanità coordinati da Banca Prossima (20 milioni di euro).
  • 300 mln di euro a UniCredit Group da destinare alle Pmi attraverso UniCredit Leasing.
  • 327 mln di euro a Banca Agrileasing, società del gruppo Istituto centrale delle Casse rurali e artigiane (ICCREA).

Nello stesso periodo, altri accordi sono stati siglati con: Centrobanca (Gruppo Ubi) per un totale di 50 milioni di euro; Mediocredito Trentino Alto Adige (60 mln di euro); Banca Popolare di Cividale (30 mln); BPER (Banca popolare dell’Emilia Romagna e la controllata per il leasing Sardaleasing, con un finanziamento di 150 mln; Gruppo Cariparma (Cassa di risparmio di Parma e Piacenza, Banca Popolare Friuladria e Crédit Agricole leasing Italia) con un finanziamento da 100 mln di euro.

I Video di PMI

Resto al Sud per giovani imprenditori