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Pegno mobiliare non possessorio per il credito alle imprese

di Anna Fabi

31 Maggio 2024 08:03

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Pegno mobiliare non possessorio: ogni imprenditore può fare domanda online sul sito delle Entrate e ottenere credito dando in garanzia un bene d'impresa.

Per ottenere credito immediato, le aziende possono dare in garanzia un bene mobile dell’impresa senza che questo comporti la perdita del possesso o il diritto di continuare a utilizzarlo.

Questa possibilità è concessa per legge ricorrendo all’istituto del pegno mobiliare non possessorio. Gli imprenditori iscritti al Registro Imprese possono fare domanda di accesso online direttamente dal sito dell’l’Agenzia delle Entrate, tramite servizio web riservato.

Pegno mobiliare non possessorio: cos’è e come funziona

Lo strumento di garanzia per il credito è stato introdotto nell’ordinamento nazionale dall’articolo 1 del Dl. 59/2016, (modificato dalla Legge 119/2016):

Il pegno non possessorio può essere costituito su beni mobili, anche immateriali, destinati all’esercizio dell’impresa e sui crediti derivanti da o inerenti a tale esercizio, a esclusione dei beni mobili registrati (come le automobili, ndr).

I beni d’impresa possono quindi costituire garanzia per ottenere un finanziamento, ma rimanendo nella disponibilità dell’azienda, che quindi li può utilizzare.  E’ possibile impegnare anche beni futuri, di cui sia determinabile il valore complessivo.

L’istituto è disciplinato dal DM n. 114/2021 (Regolamento del Registro Pegni) e successivi provvedimenti attuativi.

Il pegno non possessorio può essere costituito su beni mobili anche immateriali (sono 25 le categorie merceologiche dei beni che possono essere dati in garanzia per ottenere credito) destinati all’esercizio dell’impresa e sui crediti derivanti da o inerenti a tale esercizio, a esclusione dei beni registrati.

Quali beni d’impresa si possono dare in garanzia

Il pegno mobiliare non possessorio prevede 25 categorie merceologiche di beni che possono essere dati in garanzia per ottenere credito senza perderne il possesso).

01 ANIMALI VIVI E PRODOTTI DEL REGNO ANIMALE
02 PIANTE E PRODOTTI DEL REGNO VEGETALE
03 GRASSI, OLI E CERE ANIMALI O VEGETALI
04 PRODOTTI DELLE INDUSTRIE ALIMENTARI, BEVANDE E TABACCHI LAVORATI
05 MINERALI E LORO PRODOTTI
06 PRODOTTI DELLE INDUSTRIE CHIMICHE O DELLE INDUSTRIE CONNESSE
07 MATERIE PLASTICHE, GOMMA E LORO LAVORATI
08 PELLI, CUOIO, PELLICCE E LORO LAVORATI
09 LEGNO E SUOI LAVORATI
10 PRODOTTI DELL’INDUSTRIA CARTARIA E PRODOTTI A STAMPA
11 MATERIE TESSILI E LORO MANUFATTI
12 CALZATURE ED ALTRI ACCESSORI DI ABBIGLIAMENTO
13 MATERIALI LAPIDEI, CERAMICI, VETRI E LORO PRODOTTI
14 PREZIOSI, GIOIELLI E MONETE
15 METALLI COMUNI E LORO LAVORATI
16 MACCHINARI INDUSTRIALI, MACCHINE ED APPARECCHI MECCANICI ED ELETTRONICI
17 MACCHINE, MACCHINARI E ATTREZZATURE PER IL TRASPORTO
18 STRUMENTI ED APPARECCHI DI OTTICA E MISURA; STRUMENTI MEDICO-CHIRURGICI; OROLOGERIA; STRUMENTI MUSICALI
19 ARMI, MUNIZIONI, LORO PARTI ED ACCESSORI
20 MOBILI E COMPLEMENTI DI ARREDO
21 OGGETTI PER SPORT O DIVERTIMENTO, LORO PARTI ED ACCESSORI
22 OGGETTI D’ARTE, DA COLLEZIONE O DI ANTICHITA’
23 BENI IMMATERIALI
24 BENI FINANZIARI
25 ALTRI BENI

Il contratto di pegno mobiliare

Nel contratto di pegno mobiliare non possessorio bisogna indicare creditore (ad esempio una banca), debitore ed eventuale terza parte che concede il pegno, descrivendo il bene in garanzia, il credito garantito e l’importo massimo garantito.

Se il contratto non prevede clausole specifiche, il debitore (l’impresa oppure la terza parte eventuale) può anche trasformare o vendere il bene oppure disporne diversamente: il pegno si trasferirà in automatico senza bisogno di fare un nuovo contratto.

Le garanzie per il creditore

In caso di escussione del pegno, il creditore può:

  • vendere (con procedura pubblica e nomina di esperti) trattenendo il corrispettivo della garanzia e restituendo l’eccedenza;
  • riscuotere i crediti impegnati fino a concorrenza del valore in garanzia;
  • affittare il bene trattenendo i canoni fino a concorrenza della somma garantita, ma solo se previsto dal contratto;
  • appropriarsi dei beni se previsto dal contratto, che deve in questo caso indicare criteri di valutazione del bene.

Tali procedure si attivano anche in caso di fallimento del debitore, dopo aver ammesso i crediti al passivo con prelazione.

Come si ottiene il credito a fronte di beni in pegno

Le domande di pegno mobiliare possessorio possono essere presentate da una delle parti  (debitore, creditore, eventuale terzo datore) o da un  rappresentante incaricato, assieme all’atto scritto.

Tramite il servizio web dell’AdE (a questo link), accessibile previa autenticazione in area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate, si possono trasmettere tutti i dati relativi al contratto per il pegno mobiliare non possessorio (creditore, debitore, eventuale terza parte, descrizione del bene, credito garantito, importo massimo garantito).

Il pegno mobiliare non possessorio viene a quel punto iscritto nell’apposito Registro Pegni informatizzato dell’Agenzia delle Entrate, esecutivo ed opponibile dalla data di iscrizione. L’iscrizione dura dieci anni ed è rinnovabile, ma può essere chiesta la cancellazione, in accordo tra le parti o giudizialmente.

Per compilare una domanda di iscrizione, rinnovo, cancellazione e annotazione di modifica di pegno non possessorio e per richiedere visure o certificazioni è necessario accedere alla sezione “Istanze” dell’area riservata del sito.

Il codice negozio “5000 – Costituzione, modificazione o estinzione di pegno mobiliare non possessorio” deve essere esposto nella richiesta di registrazione (modello 69) ai fini dell’imposta di registro.