I mutui per le Partite IVA: ecco i prodotti più interessanti

di Noemi Ricci

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I mutui più interessanti per le partite IVA, secondo l'ultima indagine di Of-Osservatorio Finanziario.

La crisi economica ha reso più difficile l’accesso ai mutui, soprattutto per lavoratori autonomi e Partite IVA, che non possono presentare agli istituti di credito la garanzia di una busta paga con  stipendio fisso.

A conti fatti, meno del 25% delle richieste di mutui arriva dai liberi professionisti, che si uniscono alla vasta schiera di giovani, precari, famiglie e PMI poco bancabili:

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Per le partite IVA, dunque, i mutui più facili da ottenere o più in linea con un andamento non costante del proprio reddito mensile sono quelli a tasso misto o variabile con opzione di rinegoziazione: in questo modo si ottiene subito liquidità per la propria attività o per comprare un immobile ma si può modificare nel tempo il piano di ammortamento.

Le soluzioni più interessanti in questo senso le ha selezionate da Of-Osservatorio Finanziario.

Tasso misto

Tra i prodotti a tasso misto (possibilità di passare dal tasso fisso a quello variabile secondo gli andamenti del mercato o della propria attività professionale), tra i più interessanti c’è il mutuo Arancio di IngDirect che propone un tasso di 4.395% per i primi 5 anni (per un mutuo di 100mila euro in 15 anni si paga una rata di 770.36 euro), con la possibilità di passare al variabile o rimanere al fisso. La durata massima è di 30 anni e l’importo copre l’80% del valore dell’immobile. Possibile anche rinegoziare dopo 10 anni, con tasso del 4.635% e rata di 783.17 euro per 100mila euro di mutuo e una durata di 15 anni.

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Simile la soluzione proposta dal Credito Emiliano (Credem) e da Banca delle Marche: tasso misto del 5,72% (rata di 842.4 euro a parità di condizioni) per una durata massima di 30 anni e copertura pari all’80% del valore dell’immobile.

A tasso misto anche la proposta di UBI Banca: tasso al 4.055% per una durata massima di 50 anni e copertura all’80%. La rata in questo caso sarebbe di 752,39 euro.

Tasso variabile

Scegliere il tasso variabile significa usufruire del vantaggio dei tassi bassi, conseguenza della crisi. Il rovescio della medaglia è che il tasso variabile espone nel tempo al rischio di un aumento dei tassi, legati all’andamento del costo del denaro e dell’Euribor, l’indice di riferimento dei prestiti interbancari europei.

Attualmente la proposta migliore con tasso variabile è quella di Banco Posta: 3,94% per una durata massima di 20 anni e copertura fino al 65% del valore dell’immobile. Per un mutuo di 100 mila euro da rimborsare in 15 anni, la rata è di 746.37 euro.

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Diversamente dal tasso fisso – che offre la garanzia di una rata costante nel tempo per tutto il piano di rimborso, anche se i tassi di interesse applicato sono generalmente più alti di quelli del tasso variabile – il tasso misto consente più ampi margini di azione e di rinegoziazione, in vista di un mercato oggi in crisi (mutui a tasso variabile più convenienti)  ma che domani potrebbe mutare le condizioni (mutui a tasso fisso più convenienti).