La Prestazione Universale concessa agli anziani non autosufficienti con bisogni assistenziali gravissimi può essere riconosciuta anche a una persona diversa dal beneficiario, ad esempio a favore del familiare caregiver che stipula con un badante un contratto di assunzione finalizzato all’assistenza. Lo precisa l’INPS con il messaggio n. 3514 del 21 novembre.
La prestazione è quindi riconoscibile anche nell’ipotesi che il sussidio vada a coprire le spese di cura sostenute da una persona diversa dal beneficiario finale del Bonus anziani over 85 in stato di povertà, ovviamente a seguito dell’istruttoria svolta dalla Struttura territoriale dell’INPS da cui risulti che l’assunzione come badante o come collaboratore domestico abbia come scopo l’assistenza esclusiva del beneficiario.
L’INPS chiarisce inoltre che, nel contratto di lavoro e nelle buste paga quietanzate, devono risultare chiaramente che:
- le mansioni del lavoratore sono di assistenza al titolare della prestazione;
- l’indirizzo di svolgimento dell’attività coincide con quello del domicilio del beneficiario.
Ricordiamo che la Prestazione Universale, introdotta in via sperimentale dal 1° gennaio 2025, è destinata alle persone anziane ultraottantenni non autosufficienti e con indennità di accompagnamento. Il contributo si compone di una quota fissa: corrispondente all’indennità di accompagnamento, ma anche di una quota integrativa fruibile per sostenere i costi relativi alla cura e all’assistenza domiciliare.