Finanziamenti donne Sud: poche domande per fondi PNRR

di Barbara Weisz

Finanziamenti donne Sud, Corte dei Conti sui finanziamenti all'imprenditoria femminile del PNRR: riserva del 40% delle risorse ancora da centrare.

Disomogeneità territoriale e scarsa conoscenza al Sud degli strumenti del PNRR per i finanziamenti alle donne per l’imprenditoria: è quanto emerge dall’istruttoria della Corte dei Conti sulla Missione “Creazione di imprese femminili“.

Gli sportelli sono stati chiusi per esaurimento delle risorse ma la Corte dei Conti ha rilevato una disomogeneità territoriale nelle assegnazioni, che non rispetterebbero le previsioni del PNRR in base a cui il 40% va destinato a progetti da realizzare al Sud (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia).

Fondi per imprese femminili

Le risorse complessive messe a disposizione nel PNRR per incentivare la partecipazione delle donne al mondo produttivo e supportare le imprese femminili, nuove o già costituite, in ogni regione italiana per ridurre il divario territoriale, ammontano a 400 milioni di euro.

I due decreti analizzati dalla Corte dei Conti, sono quello del 30 settembre e del 24 novembre 2021. Valgono complessivamente 193,8 milioni di euro, di cui 33,8 milioni su fondi nazionali e 160 milioni su PNRR e risultano così suddivisi:

  • 47 milioni per l’avvio di nuove imprese, di cui 8 milioni 200mila a valere sull’assegnazione della 178/2020, e altri 38 milioni 800mila a valere sull’assegnazione di risorse del PNRR;
  • 146 milioni 800mila euro per gli interventi di sviluppo e consolidamento delle imprese, di cui 25 milioni 600mila euro a valere sull’assegnazione della legge 178/2020, e 121 milioni 200mila euro sull’assegnazione di risorse del PNRR.

Le agevolazioni sono concesse sulla base di una procedura valutativa con procedimento a sportello, con l’obiettivo di finanziare 2.400 aziende italiane entro il 2026, di cui 700 entro il secondo trimestre 2023.

Troppo poche risorse al Sud

Viste le discrepanze tra obiettivi e risultati, dalla Corte dei Conti arriva ferma l’indicazione al Ministero dello Sviluppo Economico di monitorare sull’operato di Invitalia, per il rispetto dei principi trasversali previsti dal PNRR (in favore di giovani, donne e Sud), definendo al più presto attività di comunicazione e formazione.

Particolare attenzione dovrà essere data alla “qualità” della spesa, affinché gli interventi posti in essere contribuiscano effettivamente al rilancio dell’imprenditoria femminile, monitorando, dunque, l’effettiva partecipazione da parte dei beneficiari delle misure alle attività propedeutiche alla nascita e al consolidamento delle imprese femminili.

Le attività di comunicazione devono servire a far conoscere ai potenziali destinatari il funzionamento dei programmi finanziati, le opportunità di carriera, le modalità di accesso alle agevolazioni, di erogazione del servizio di orientamento e accompagnamento per la presentazione delle domande, nonché di attivazione di progetti per la formazione necessaria per l’avvio e la gestione di un’impresa.

Il MiSE ha comunicato che il soggetto gestore ha posto in essere diverse attività di informazione e formazione, di assistenza e supporto per la presentazione delle domande, ma risulta ancora in attesa di un piano organico da parte di Invitalia e di un altro progetto, con questo coordinato, da parte del ministero per le Pari opportunità.

La Corte dei Conti invita il Ministero alla verifica dell’avvenuta pubblicazione di tutti gli atti riguardanti l’intervento previsto dal Piano Invitalia, raccomandando, coordinato con il Dipartimento per le Pari Opportunità. E aggiunge l’indicazione di predisporre attività di comunicazione che aiutino a colmare la disomogeneità territoriale rilevata.

In conclusione, oltre ai rilievi sopra indicati,  la Corte dei Conti stabilisce che l’obiettivo di finanziamento di 700 imprese femminili è previsto per giugno 2023, ad oggi, risultano in valutazione oltre 1200 domande sia per le nuove imprese sia per quelle avviate, e non sussistono criticità tali da pregiudicare il concreto raggiungimento dell’obiettivo.