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Mutui fissi e variabili, bilanci e previsioni 2019

di Anna Fabi

Pubblicato 28 Gennaio 2019
Aggiornato 11 Ottobre 2019 11:23

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L'andamento dei mutui nel 2018 e nei primi mesi del 2019, tra importi in aumento, tassi bassi e surroghe in calo.

Nel 2018 gli importi dei mutui chiesti ed erogati in Italia sono risultati in aumento, le surroghe in calo, i tassi si sono mantenuti favorevoli, dando un buon impulso al settore immobiliare. Questo il bilancio che è emerso dai dati rilevati dai siti di comparazione Facile.it e Mutui.it analizzando un campione di 40 mila domande di mutuo. Nella prima parte del 2019 il trend risulta in linea con quello emerso a fine 2018.

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Importo e durata dei mutui

Nel 2018 l’importo medio richiesto è stato di 132.453 euro, pari al +3,3% rispetto al 2017.Un aumento al quale ha fatto seguito una crescita delle somme effettivamente concesse pari, in media, a 128.886 euro, ovvero il +0,5% rispetto al 2017. La percentuale del valore dell’immobile finanziata dal mutuo, il cosiddetto Loan To Value (LTV), è stata del 69%per ciò che riguarda le richieste, contro il 61% del 2017, e del 65% per quanto concerne gli erogati, contro il 60% del 2017. L’età media dei richiedenti è passata da 40 a 41 anni, mentre la durata media dei piani di ammortamento richiesti è rimasta stabile a poco più di 22 anni.

Andamento dei tassi

I tassi sono rimasti bassi, ma a fine 2018 si è verificato un aumento di spread bancari nell’ordine di 10 punti base per i tassi variabili e di 20 per i tassi fissi. Alcuni istituti hanno ulteriormente ritoccato al rialzo gli spread ad inizio 2019, aumenti in parte mitigati dal calo dell’Eurirs.

Nel 2018 a farla da padrone è stato il tasso fisso con l’80% dei richiedenti italiani che si sono orientati verso questa tipologia di finanziamento contro il 73% del 2017, con un picco a novembre (87%). Da Mutui.it spiegano:

Dati che riflettono con chiarezza come le note vicende legate all’aumento dello spread Btp-Bund e le tensioni dei mercati abbiano spinto molti aspiranti mutuatari a rifugiarsi nel tasso fisso. Una scelta che però, almeno nel breve periodo, potrebbe rivelarsi poco premiante se si considera che, dati alla mano, il tasso variabile consente, a parità di cifra erogata, ancora importanti risparmi sulla rata.

Ivano Cresto, responsabile mutui di Facile.it consiglia:

Per evitare di pagare più del dovuto, però viste le differenti strategie di tasso applicate dalle banche, è quanto mai fondamentale confrontare le offerte di più istituti di credito; solo in questo modo è possibile garantirsi i migliori tassi attualmente disponibili che, di fatto, sono comunque ancora molto vicini ai minimi storici ed estremamente convenienti.

Surroghe

Nel 2018 si è assistito ad un calo delle surroghe che, dopo un picco pari al 27% sul totale nei mesi di maggio e giugno, a novembre la percentuale è scesa al 19,5% e a dicembre si è arrivati al 16,6%. Percentuale confermata anche dai primi dati parziali registrati nel 2019. Cresto spiega:

L’effetto più evidente degli aumenti degli spread bancari applicati sui nuovi mutui a tasso fisso è proprio il calo del peso percentuale delle domande di surroga. Rispetto a settembre 2018, di fatto, la convenienza economica a sottoscrivere un prodotto diverso surrogando oggi è ridotta. Continua certamente ad aver senso, invece, il cambiare tipologia di tasso da fisso a variabile o viceversa se si sceglie di avere una diversa esposizione personale al rischio di eventuali aumenti dell’Euribor.