L’andamento dei prezzi dell’energia nel 2026 mostra segnali di incremento rispetto ai livelli degli ultimi mesi, con impatti differenti per famiglie e imprese. Per le utenze domestiche, gli indici di mercato PUN (Prezzo Unico Nazionale per l’energia elettrica) e PSV (Punto di Scambio Virtuale per il gas) sono in aumento e riflettono la dinamica dei prezzi all’ingrosso nei primi mesi dell’anno, mentre per le imprese i dati dell’Osservatorio Confcommercio Energia evidenziano costi superiori ai periodi pre-crisi energetica.
Prezzi energia per famiglie: ultimi valori PUN e PSV
Nel mercato all’ingrosso italiano, il PUN luce misurato nel mese di febbraio 2026 mostra un valore medio attorno a 0,129 €/kWh, con picchi fino a 140,36 €/MWh e minimi sotto 108 €/MWh a seconda del profilo orario. Questi livelli sono superiori alla media di fine 2025 ed evidenziano una tendenza crescente dei prezzi dell’energia elettrica nel primo trimestre 2026.
Analogamente, il PSV gas, indicatore di riferimento per il prezzo nazionale del gas naturale, mantiene livelli che riflettono le dinamiche del mercato dell’offerta e della domanda sull’hub italiano, influenzando i costi delle forniture domestiche. Indici giornalieri aggiornati evidenziano oscillazioni ma restano ancorati a livelli relativamente elevati rispetto ai valori storici pre-2025.
L’andamento del PUN influenza direttamente le bollette delle famiglie con contratti a prezzo variabile, in cui il costo della materia prima energia segue l’evoluzione dell’indice di mercato. Per i contratti a prezzo fisso, invece, il PUN è un riferimento per le previsioni dei prezzi da parte dei fornitori, ma non comporta variazioni immediate nelle bollette già stipulate.
Trend prezzi energia elettrica e gas nel 2026
I dati preliminari di inizio anno indicano che il mercato elettrico italiano ha registrato un aumento dei prezzi all’ingrosso rispetto alla media osservata nel 2025. In particolare, il PUN mensile di gennaio 2026 rimane sopra 0,13 €/kWh, segnando una crescita rispetto all’anno precedente e riprendendo un trend di aumento dopo mesi di stabilità.
Nel gas naturale, i valori PSV mostrano anch’essi un andamento variabile, con oscillazioni influenzate dalle condizioni internazionali dell’offerta e della domanda, così come dai costi delle materie prime energetiche.
Costi energia per imprese: dati OCEN
Secondo l’ultimo Rapporto dell’Osservatorio Confcommercio Energia, i costi dell’energia per le imprese del terziario risultano significativamente più alti rispetto al periodo pre-crisi: la bolletta elettrica media è aumentata del 28,8% rispetto al 2019, mentre quella del gas del 70,4% nello stesso arco temporale. Questi incrementi includono non solo la componente energia, ma anche il peso degli oneri generali di sistema, tornati a incidere in modo rilevante sulle bollette.
Nel confronto trimestrale, tra il quarto trimestre 2025 e lo stesso periodo del 2019, si registra un ulteriore aumento: la spesa per energia elettrica risulta superiore del 38,9% e quella del gas del 52,6% per le imprese del terziario.
Per alcune categorie come alberghi e negozi alimentari, la spesa mensile per energia ha superato valori di diverse migliaia di euro, segnalando un impatto sui costi operativi e sulla competitività di piccole e medie imprese.
Atteso il Decreto Energia per aiutare le imprese
I livelli dei prezzi dell’energia registrati a inizio 2026 spiegano il pressing delle imprese su un intervento governativo dedicato. Secondo Confindustria, il costo dell’energia resta uno dei principali fattori che frenano la ripresa della manifattura, in un contesto in cui la produzione industriale ha segnato un calo nei primi undici mesi del 2025. Da qui la richiesta di un decreto per alleggerire le bollette, annunciato da mesi e atteso nelle prime settimane di febbraio.
Sul tema si confrontano posizioni diverse all’interno del sistema produttivo. Se le imprese manifatturiere sottolineano come l’energia in Italia resti tra le più care in Europa, i produttori evidenziano che il divario riguarda soprattutto gli energivori, mentre per piccole imprese e famiglie i prezzi risultano più vicini alla media dell’area euro. Una lettura contestata dalle associazioni del terziario, che richiamano i dati sui forti aumenti delle bollette elettriche e del gas rispetto ai livelli pre-crisi.
In questo quadro, il decreto sull’energia viene indicato come uno snodo cruciale per intervenire sugli oneri di sistema e sui meccanismi di formazione del prezzo, pur con margini di manovra condizionati dai vincoli di finanza pubblica e dalle regole europee sugli aiuti di Stato. L’esito del confronto tra governo, imprese e produttori energetici sarà determinante per capire se e in che misura i costi dell’energia potranno essere attenuati nel corso del 2026.
Quanto costeranno le bollette nel 2026
I valori del PUN e del PSV nel 2026 si collocano in un quadro di prezzi ancora superiori rispetto ai livelli medi osservati nel biennio 2023-2024, riflettendo pressioni sui mercati energetici e dinamiche globali dei combustibili fossili. L’evoluzione dei prezzi nel primo trimestre 2026 e le proiezioni per i successivi mesi suggeriscono che la fase di volatilità nei mercati potrà continuare a incidere sui costi sostenuti sia dalle famiglie sia dalle imprese.
Per imprenditori e consumatori, monitorare gli indici di mercato come PUN e PSV, insieme alle componenti regolatorie e agli oneri fiscali della bolletta, resta un elemento centrale per comprendere l’evoluzione dei costi energetici e adottare eventuali strumenti di contenimento o di pianificazione contrattuale.