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Priorità di vigilanza BCE 2026-2028, i quattro rischi per le banche

di Anna Fabi

Pubblicato 20 Novembre 2025
Aggiornato 4 Settembre 2026 14:40

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La Vigilanza bancaria europea indica i fronti di attenzione del triennio e annuncia un ruolo maggiore dei rischi informatici nei prossimi stress test

La Vigilanza bancaria europea ha aggiornato le priorità del triennio 2026-2028, confermando livelli di capitale superiori ai requisiti minimi e una qualità degli attivi in miglioramento nell’area euro. L’esame annuale sposta però l’attenzione sui fronti che la BCE considera più esposti nel prossimo ciclo, dai rischi geopolitici alle minacce informatiche, con ricadute dirette sugli stress test e sulle richieste alle banche italiane.

I criteri della valutazione BCE sul sistema bancario italiano

Secondo le valutazioni della Vigilanza bancaria europea, il settore mostra livelli di capitale superiori ai requisiti minimi e un miglioramento nella qualità degli attivi. I coefficienti CET1 si mantengono su valori elevati, mentre prosegue la riduzione degli NPL grazie agli interventi degli ultimi anni e al miglioramento del contesto economico. Nel caso italiano, la BCE evidenzia in particolare tre istituti:

  • Credem, tra le banche più solide dell’intera area euro per qualità del capitale, basso livello di crediti deteriorati e redditività costante;
  • Mediolanum, che si distingue per un modello integrato banca-assicurazione e per la capacità di generare ricavi stabili anche nelle fasi di volatilità;
  • Intesa Sanpaolo, riconosciuta come istituzione finanziaria sistemica dotata di forte patrimonializzazione, liquidità elevata e strategie di risk management consolidate.

La combinazione di capitale solido, diversificazione dei ricavi e controllo dei rischi permette agli istituti italiani di posizionarsi ai vertici delle valutazioni della BCE, in un contesto europeo generalmente positivo.

I rischi per il credito nel triennio 2026-2028

La BCE sottolinea che la solidità mostrata negli ultimi esercizi non elimina però le aree di vulnerabilità, soprattutto alla luce delle tensioni geopolitiche, dell’incertezza economica globale e dell’evoluzione dei mercati finanziari. Per il triennio 2026-2028 le priorità di vigilanza riguarderanno quattro fronti principali:

  • rischi geopolitici, legati alle tensioni internazionali, alle catene di approvvigionamento e ai possibili impatti su inflazione e crescita;
  • incertezze macroeconomiche, che includono il rallentamento del ciclo, l’adattamento ai nuovi tassi d’interesse e la solvibilità di famiglie e imprese;
  • cyberminacce, ormai considerate tra i rischi strutturali più rilevanti, con un aumento degli attacchi verso infrastrutture critiche e sistemi bancari;
  • resilienza operativa, con focus sulla continuità dei servizi essenziali, sulla sicurezza dei dati e sulla capacità degli istituti di affrontare interruzioni sistemiche.

La BCE ha già annunciato che nei prossimi stress test verrà ampliato il peso dei rischi informatici e delle vulnerabilità operative, riconoscendo che la trasformazione digitale delle banche richiede nuovi standard di difesa e rapidità di risposta.

Cosa significa per clienti, risparmiatori e imprese

La solidità complessiva del sistema bancario europeo è un segnale incoraggiante per famiglie e imprese, che possono contare su un settore più robusto e capace di proteggere risparmio e operatività anche in contesti di volatilità. Per gli istituti italiani in particolare, le valutazioni positive della BCE migliorano il quadro reputazionale, rafforzano la fiducia dei mercati e sostengono il ruolo del Paese nel sistema finanziario europeo.

Nei prossimi anni la capacità delle banche di coniugare innovazione, digitalizzazione, controllo dei rischi e sostenibilità sarà decisiva per mantenere i livelli di stabilità attuali. Il monitoraggio della BCE, più strutturato e orientato ai rischi emergenti, spingerà gli istituti ad accelerare ulteriormente sugli investimenti in sicurezza, continuità operativa e governance.