Nel 2026 il Canone TV ordinario si conferma nel suo importo pieno, ossia pari a 90 euro l’anno. Dopo il taglio temporaneo applicato nel 2024, l’ammontare di riferimento per l’abbonamento RAI ad uso privato resta quindi riallineato alla misura prevista dalla normativa che disciplina il canone in bolletta. Per chi paga tramite utenza elettrica residenziale, l’importo viene di norma ripartito in rate nella fattura dell’energia.
Restano invece canali dedicati (e relative scadenze) per i casi in cui l’addebito automatico non sia applicabile o per chi deve presentare dichiarazioni di esenzione o non detenzione.
Importo Canone RAI 2026: quanto si paga
Per l’anno 2026 il Canone TV ordinario è pari a 90 euro. Il riferimento normativo richiamato dal portale istituzionale del canone è l’art. 1, comma 40, della legge 232/2016, come modificato dalle successive disposizioni indicate nella pagina “Novità”.
Canone RAI in bolletta: come funziona l’addebito
Il canone è dovuto in relazione al possesso nell’abitazione privata di uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radiotelevisive. In via ordinaria, il pagamento avviene tramite addebito sulla bolletta elettrica dell’utenza domestica residente.
In pratica, l’importo annuale viene ripartito in rate nella fattura dell’energia (secondo lo schema previsto per l’addebito in bolletta). Chi non rientra nell’addebito automatico deve invece verificare le modalità alternative di versamento previste per la propria situazione.
Scadenza 2026 per la dichiarazione sostitutiva (quadro A)
Per l’anno 2026, la dichiarazione sostitutiva – quadro A (utilizzata, ad esempio, per attestare specifiche condizioni rilevanti ai fini del canone) ha una scadenza indicata dal portale del Canone TV: 31 gennaio 2026.
Chi può non pagare il Canone RAI
Le regole sulle esenzioni restano un punto chiave perché, anche quando l’addebito è automatico, è la posizione del contribuente a determinare se il canone sia dovuto o meno. In linea generale, rientrano tra i casi più frequenti:
- esenzioni legate a specifiche condizioni soggettive (ad esempio, requisiti anagrafici e reddituali per alcune categorie);
- dichiarazione di non detenzione di apparecchi televisivi, da trasmettere secondo le regole e le finestre temporali previste.
Per approfondire i casi pratici e la modulistica, possono essere utili anche questi contenuti già presenti su PMI.it:
Attenzione a telefonate, SMS e messaggi “a nome RAI”
Tra le indicazioni pubblicate sul portale ufficiale è presente un avviso anti-truffa: vengono segnalati falsi contatti (telefonate, SMS o WhatsApp) in cui vengono richiesti dati legati alla fornitura elettrica o al POD con motivazioni come “rimborsi” o “esoneri” dal canone. In questi casi, il suggerimento operativo è di non fornire dati e di trattare il contatto come potenzialmente fraudolento, procedendo con verifiche solo tramite canali ufficiali.