Manovra finanziaria Monti e riforma delle pensioni: via libera in CdM

Approvata la Manovra finanziaria, Mario Monti ufficializza le misure su riforma delle pensioni, IVA, Irpef, Ici e Imu.

Manovra finanziaria Monti, oggi in CdM

La manovra finanziaria del Governo Monti è stata approvata in Consiglio dei Ministri, dopo oltre tre ore di riunione e dopo una rapida ma serrata fase di consultazione del Presidente del Consiglio Mario Monti con le parti sociali, i Cocer, i sindacati di polizia e gli enti locali e territoriali: non tanto un confronto quanto piuttosto un anticipo delle misure urgenti del pacchetto anti-crisi, dei provvedimenti, della riforma delle pensioni e del sistema previdenziale da oggi ora ufficiali.

Pacchetto salva Italia

«Il pacchetto di misure serve per salvare l’Italia» con provvedimenti che puntano ad una distribuzione “equa” dei sacrifici, ha dichiarato Mario Monti a margine del CdM che ha approvato la manovra finanziaria da 24 miliardi di euro al lordo della delega fiscale (circa 4 miliardi), che ora il Governo Monti si appresta ad attuare.

Ici e Imu

Il ritorno dell’Ici sulla prima casa - calcolata sulla base delle rendite catastali ma definita anche in base a reddito e composizione del nucleo familiare (esenzione fino a 200 euro) - è ufficiale: il pagamento dell’Ici sarà integrato a quello dell’IMU, introdotta in via sperimentale.

L’Ici sulla prima casa sarà pari allo 0,4%, l’Ici sulle altre case dello 0,75-0,76%.

Aumento dell’IVA

Previsto un ulteriore incremento dell’IVA, già portata dal precedente Governo dal 20% al 21%:  dal settembre 2012 si sale di due punti percentuali sia per le aliquote al 10% sia per quelle al 21% (che arriverà dunque al 23%), ma solo a copertura della clausola di salvaguardia e quindi da attuare soltanto se necessario.

Aliquote Irpef

Tra le misure anticrisi volte a correggere i conti e rilanciare la crescita non c’è stato il temuto aumento delle aliquote Irpef.

Riforma delle pensioni

  • Dal gennaio 2012 il sistema contributivo sarà applicato a tutti i lavoratori, con calcolo pro-rata anche per chi aveva diritto a godere del sistema retributivo.
  • Nel settore privato, l‘età pensionabile passa a 66 anni per gli uomini e 62 per le donne, con allineamento previsto nel 2018.
  • Addio finestre mobili e sistema delle quote.
  • La pensione di anzianità (che di fatto scompare) lascia il posto alla pensione anticipata: per goderne, dal 2012 ci vorranno 41 anni e un mese di contributi (donne) o 42 anni e un mese (uomini).
  • Al via meccanismo di disincentivi al prepensionamento (si avrà di meno).
  • Previsto un contributo di solidarietà per le pensioni più alte.
  • Niente rivalutazione al’’inflazione per le pensioni erogate dal nel 2012 tranne quelle sotto i mille euro.
  • Per i lavoratori autonomi sono previsti aumenti delle aliquote contributive, ma anche nuove coperture previdenziali.

Già da ieri il giudizio delle parti sociali al termine dell’incontro a Palazzo Chigi, soprattutto in merito al capitolo della riforma delle pensioni, era stato tutt’altro che positivo e la Cisl promette reazioni forti.

«Speriamo Monti raddrizzi indirizzo sbagliato facendo una patrimoniale e non caricando sulla prima casa.»

Sono state le parole del segretario generale Cisl Raffaele Bonanni. Ma anche Cgil e Uil hanno bocciato la manovra finanziaria del Governo Monti. Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso si è così espresso riguardo alle misure contenute nella riforma delle pensioni presentata in mattinata:

«un durissimo colpo ai redditi dei pensionati. Un allungamento insostenibile per tanti lavoratori e lavoratrici che si troverebbe sconvolte le prospettive di pensione e molto incrementati gli anni di lavoro.»

Opinione in linea con quella espressa dal segretario generale della Uil, Luigi Angeletti.

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